BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

ATTACCO ALLA FRANCIA/ Attentati dell'Isis a Parigi, l'11/9 senza fine di un'Europa impotente

InfophotoInfophoto

Puntuale arriverà la condanna e il ritornello del radicalismo islamista, ma non è forse meglio chiamare questo terrorismo, come fa Margherita Boniver, nazislamismo? Del resto Parigi è sembrata ripiombare, in circostanze diverse, per alcune ore proprio in quel triste periodo.

Chiuse le frontiere francesi, retate a discrezione della polizia, strade deserte o presidiate della polizia, coprifuoco, mentre da tutta la Francia stanno arrivando a Parigi migliaia di uomini dell'esercito.

E' lo stesso presidente francese Francois Hollande che dice: "C'è paura". E' la stessa Francia che appare in ginocchio e che ha già rinviato, a data da destinarsi, una scadenza elettorale regionale.

Ci si chiede legittimamente che cosa accadrà adesso. Si prevedono una raffica di proclami e riunioni. Ma contro questo nazislamismo che cosa si fa? Si rimette in gioco la questione delle alleanze incrociate, dei pasticci in cui ci si fa i dispetti tra una grande potenza e un'altra?

Dovrà pure pensarci anche il presidente Usa, Barack Obama, a una strategia contro questo terrorismo che si è fatto Stato. Dovrà pure ripensare alla sua politica in tutto il Medio oriente, una catastrofe che ha caratterizzato questi ultimi anni.

Certo, mettere "gli scarponi sul terreno" è impopolare e rischioso. Ma quello che sta avvenendo non lascia molto spazio di manovra. C'è forse qualcuno che vuole trattare con il califfo e i suoi soci indiretti? Forse questi sogni può permetterseli la sconnessa politica estera europea, con alcuni suoi strateghi da bar, non può permetterseli una grande potenza come gli Stati Uniti.

© Riproduzione Riservata.