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ATTACCO ALLA FRANCIA/ Attentati dell'Isis a Parigi, l'11/9 senza fine di un'Europa impotente

Quello che sarà successo in questa notte di guerra a Parigi, altro che terrorismo, lo sapremo tra qualche giorno. E' questo il vero, nuovo 11 settembre dell'Europa. GIANLUIGI DA ROLD

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ATTACCO ALLA FRANCIA: ATTENTATI ISIS A PARIGI E BATACLAN. Quello che sarà successo in questa notte di guerra a Parigi, altro che terrorismo, lo sapremo tra qualche giorno. Lo sapremo quando si farà la tragica conta dei morti, degli ammazzati in un delirio di odio religioso, di scontro etnico e di civiltà, di sangue che scorre per le strade di una delle capitali occidentali più famose del mondo. Uno dei "cuori" dell'Europa.

Le televisioni di tutto il mondo per ore non hanno volutamente fatto riprese davanti al Bataclan, una famosa sala di spettacoli nell'undicesimo Arrondissement in Avenue Voltaire. Il bilancio parziale di quello che è avvenuto all'interno di questa sala è per il momento di 100 morti, probabilmente ammazzati uno alla volta o a gruppi, con raffiche di mitra.

Questo 2015 francese, parigino, si è aperto con l'eccidio di Charlie Hebdo e, per il momento, si sta chiudendo con la strage di questo maledetto 13 novembre, vigilia di un ipotetico, normale, bel week-end, anche se i gruppi del terrore parlano già al futuro, di 14 novembre. In realtà, tra le 21 e 21 e 30 di ieri sera, una serie di attacchi armati al grido di "Allah è grande" sono partiti da diversi punti della città, almeno da sei punti.

Confusamente si è parlato di almeno due "attacchi suicidi", uno sicuramente avvenuto davanti allo Stade de France, dove era in corso una grande partita di calcio, Francia-Germania, con decine di migliaia di persone, che hanno dovuto sostare a lungo all'interno dello stadio nel terrore. Poi si è appreso di una bomba collocata in un altro luogo. Ma l'impressione è che fossero tutti spizzichi di notizie, frammentarie, di un piano di attacco a vasto raggio studiato e preparato da giorni e che si diramava in tutto il centro di Parigi.

La drammatica impressione di questo incalzare di notizie, non portava a ragionare su un cinico raffronto delle vittime, ma al significato dell'azione nel suo complesso. E la conclusione che veniva in mente era solo una: il 13 novembre parigino è per l'Europa quello che l'11 settembre 2001 è stato per l'America.

Adesso ascolteremo tutte le analisi e tutte le strategie che si dovrebbero adottare per neutralizzare l'Isis, lo stato islamico, che ha già rivendicato l'azione parigina.

Ma sinceramente, in queste analisi e strategie, che saranno pure necessarie e forse indispensabili, sembra mancare la consapevolezza che "siamo nel mezzo di una guerra crudele". A dirlo, con convinzione e un pizzico di rabbiosa impotenza è l'ex parlamentare socialista Margherita Boniver, un'esperta di politica estera, una finissima analista di geostrategia.

E' scontata la risposta terrorista in Europa, nelle capitali europee, dopo l'intensificarsi degli attacchi contro l'Isis in Siria e in Iraq. Ma è probabilmente insufficiente a spiegare complessivamente la strategia del terrorismo islamista, di cui l'Isis è forse solo una parte.

"E nello stesso tempo — spiega Margherita Boiniver — c'è tutta l'inconsistenza, l'inadeguatezza, la povertà politica di questa Europa, di questa politica europea, che in politica estera raggiunge livelli di assurdità".