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COSA C'E' DIETRO GLI ATTENTATI A PARIGI E BATACLAN/ Jean: la crisi dell'Isis in Siria e Iraq

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Non era necessario, sul terreno c'erano i curdi con il sostegno di forze speciali americane che ormai sono presenti in Iraq anche a terra oltre che con l'uso dell'aviazione. L'obbiettivo era comunque militarmente limitato, quello di spezzare l'asse dell'Isis, ed è stato ottenuto.

Obama ha anche ammesso di non essere ancora riuscito a "decapitare i vertici dell'Isis".
In realtà l'Isis ha già perso parecchi comandanti, almeno un terzo di loro sono stati eliminati.

L'altro obiettivo giudicato fondamentale è ora quello di bloccare l'afflusso di stranieri allo stato islamico. In pratica che significa?
L'unico modo che hanno per entrare nello stato islamico è passare dalla Turchia, significa che gli americani hanno sicuramente stretto accordi con Ankara. L'Isis ha un effettivo di circa 25/30mila uomini, che sono indispensabili per mantenere l'occupazione nelle zone controllate, ma ne perde circa un migliaio al mese.

L'intervento russo in Siria invece che risultati sta portando?
L'intervento russo in Siria ha raddrizzato abbastanza la sorte delle forze di Assad creando le condizioni per un negoziato a cui partecipino le forze governative e i gruppi ribelli non estremisti. I russi infatti bombardano soprattutto gli insorti sunniti più che lo stato islamico. Indebolendo gli altri insorti creano le condizioni per un negoziato.

L'annuncio dell'uccisione del boia dell'Isis, Jihadi John, sembra avere più un effetto propagandistico, all'Isis non mancano certo i boia, non crede?
L'Isis oggi è in grosse difficoltà nelle sue zone chiave e per mantenere il prestigio che gli procura reclutamenti e finanziamenti aumenterà le azioni all'esterno del califfato.

Come fatto a Beirut nelle scorse ore?
Non è da escludere il pericolo di attentati in Europa, perché l'Isis bisogno di atti eclatanti per mantenere il prestigio agli occhi dei tanti fanatici che lo sostengono in tutto il mondo. Quello che è successo a Beirut così come l'attentato all'aereo russo nel Sinai dimostra questa nuova attività terroristica fuori della Siria e dell'Iraq.

Il Libano potrà essere coinvolto militarmente dopo la strage dell'altro giorno?
Lo è già. Ci sono le milizie di Hezbollah che combattono da sempre in Siria e i sunniti che appoggiano gli insorti sunniti e sicuramente sono un tramite per il rifornimento di armi da parte di paesi come Qatar, Arabia Saudita e Emirati arabi.

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COMMENTI
14/11/2015 - attaccare dove e con chi (Claudio Baleani)

E' difficile sapere come stanno davvero le cose. Mi pare però che non c'è nessun accordo, neppure tra chi dovrebbe essere d'accordo per forza. Gli americani non voglio lasciare spazio ai russi i quali bombardano soprattutto gli oppositori di Assad e non tanto l'ISIS; come i turchi, che bombardano soprattutto i kurdi. Gli europei sono divisi tra chi vuole cacciare via Assad e Daesh affiancando gli americani (ma non si sa come e soprattutto senza mandare soldati a terra) e quelli che invece vogliono sapere prima quale politica fare e soprattutto non voglio isolare i russi. Il governo italiano è da quest'ultima parte e prima di andare in Siria vogliono il comando in Libia, cosa che né la Francia, né gli Stati Uniti intendono concedere. Intanto gli arabi non intendono andare a risolvere i problemi a casa loro e non metteranno un soldato perché sono con i piedi d'argilla, in particolare l'Arabia Saudita. Solo gli egiziani vogliono fare qualche cosa, ma a casa loro e al massimo in Libia. Intanto vogliono mettere il naso, giustamente, gli iraniani, che gli americani non vogliono e i russi forse. Risultato? Per ora Daesh avrà vita difficile, ma continuerà a scannare la gente. Jean dovrebbe dirci come attaccare e con chi, sperando che non ci si spari tra alleati in predicando. Prima o poi Daesh verrà liquidata. Bisogna aspettare che si mettano d'accordo e ci vorrà almeno un anno e cioè le elezioni parziali americane del congresso del 2016. Intanto continuiamo a bollire.