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ISIS vs OCCIDENTE/ Waqqaf: gli attentati in Francia? Si realizza la "profezia" di Assad...

Pubblicazione:domenica 15 novembre 2015

Bashar al Assad (Infophoto) Bashar al Assad (Infophoto)

I discorsi tanto di Hollande quanto di Obama lasciano intendere che Francia e Stati Uniti, e forse anche il Regno Unito, utilizzeranno questo attentato per giustificare un’intensificazione del loro intervento in Siria. L’Occidente probabilmente lascerà alla Francia la guida delle operazioni, e gli Stati Uniti sosterranno Parigi con tutti i mezzi a loro disposizione.

 

Hollande fa bene a reagire o dovrebbe lasciare l’intervento all’Onu?

Hollande ha tutto il diritto di reagire contro l’Isis. Tuttavia ritengo che un intervento francese possa creare danni ancora maggiori se non sarà compiuto seguendo le giuste modalità. Utilizzare gli attentati come una giustificazione per bombardare l’Isis e mandare truppe francesi, americane e della Nato in Siria e Iraq non farà altro che complicare i problemi. Ricordiamoci che le origini stesse dell’Isis coincidono con l’invasione dell’Iraq nel 2003.

 

Che cosa bisogna fare allora?

Il terrorismo è come una malattia le cui sofferenze sono inflitte più a chi vive in Medio Oriente che non agli stessi europei. La Francia deve quindi cooperare con le persone che vivono nel mondo arabo e conoscono il terrorismo e la loro ideologia, aiutandole a sconfiggerne la minaccia.

 

Con chi dovrebbe cooperare Hollande per battere l’Isis?

Con i governi di Siria, Iraq, Iran e Kurdistan, cioè con quanti rappresentano la maggioranza della popolazione nella regione. La priorità è cercare una soluzione politica e diplomatica in Siria. Insistere sul rovesciamento del governo di Damasco o cercare di trarre dei vantaggi politici dalla situazione catastrofica in cui versa la Siria non farà che rendere ancora più difficile la guerra contro il terrorismo. Dobbiamo comprendere che ci sono alcuni Paesi mediorientali che sostengono e usano le organizzazioni terroristiche a loro beneficio.

 

A chi si riferisce?

Arabia Saudita e Turchia non considerano l’Isis come una minaccia, ma ritengono di poterlo utilizzare per rovesciare i governi di Siria e Iraq e per guadagnare punti contro l’influenza iraniana in Medio Oriente. Arabia Saudita e Turchia ora devono comprendere che l’Europa sta soffrendo a causa delle loro scelte politiche. Devono quindi smettere di fare finta di non vedere quanto sta avvenendo, e al contrario devono condividere con l’Occidente tutte le informazioni a loro disposizione sui terroristi.

 

(Pietro Vernizzi)



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