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PARIGI E BATACLAN/ Farouq: attentati dell’Isis al "cuore" che accomuna musulmani e cristiani

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La “zona grigia” è quella in cui io, in quanto musulmano, condivido con i cristiani europei i valori, la gioia e la felicità. Non è un caso che i kamikaze abbiano scelto un teatro e uno stadio, due luoghi dove non è possibile distinguere chi sia o meno musulmano. Il nostro compito è diventare quella stessa “zona grigia” che loro vogliono distruggere.

 

Perché il jihadismo sembra provenire sempre dall’Islam sunnita e mai da quello sciita?

In questo momento non dovremmo guardare alle differenze tra sciiti e sunniti, cristiani e musulmani, ma a ciò che li accomuna. Mi riferisco alla persona umana e al suo desiderio di bellezza e felicità, degli elementi che sono comuni a tutte le religioni. Molti dei musulmani che abitano in Europa, tanto sunniti quanto sciiti, vivono in modo armonioso con le persone delle altre religioni, mentre i terroristi rappresentano la minoranza. Dobbiamo guardare a questa realtà, e non andare in cerca di una teoria.

 

Chi sono secondo lei i musulmani moderati?

Le rispondo con un paradosso. Pochi anni fa Al Qaeda era considerata estremista, mentre oggi si ritiene che in Siria rappresenti una fazione moderata. Insomma i cosiddetti “islamici moderati” sono un concetto molto relativo e che cambia con il tempo. Il dato di fatto è un altro.

 

Quale?

Esistono milioni di musulmani che hanno un’interpretazione del Corano completamente diversa da quella dell’Isis, e che hanno stili di vita che non sono in conflitto con i valori europei.

 

L’Isis ha giustificato gli attentati affermando di essere vittima dell’imperialismo occidentale. E’ davvero così?

No, l’Isis non è una vittima. Le potenze europee hanno contribuito in un modo o nell’altro a rafforzare l’Isis, e del resto lo Stato Islamico e l’Islam radicale sono stati armati soprattutto dagli Stati Uniti. Anche se nella società e nella storia islamica questa tendenza è sempre stata presente. Il dato di fatto che ci tengo a ribadire però è che gli attentati dell’Isis non vanno a colpire l’Occidente in quanto tale, bensì la “zona grigia” di cui parlavo prima.

 

(Pietro Vernizzi)

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