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GUERRA AL TERRORISMO/ Frattini: il silenzio degli imam "moderati" mi preoccupa

Pubblicazione:martedì 17 novembre 2015

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“Dopo gli attentati di Parigi sono mancate dichiarazioni forti e impegnative del cosiddetto islam moderato. Non ho visto grandi imam delle dottrine sciita e sunnita prendere la parola pubblicamente e dire, come invece ha fatto Papa Francesco, che uccidere in nome della religione è una bestemmia”. A sottolinearlo è Franco Frattini, ex ministro degli Esteri ed ex Commissario Ue per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza, che sottolinea come uno tra i pochi imam a intervenire sia stato Ahmed Al-Tayyeb, rettore dell’Università di Al-Azhar al Cairo, la massima autorità religiosa sunnita. L’imam egiziano ha espresso “profonda condanna degli assurdi attacchi terroristici a Parigi a nome dell'islam che è innocente sul terrorismo”. Al-Tayyeb ha rivolto inoltre un appello alla “cooperazione internazionale contro il terrorismo, mostro maniaco”.

 

Partiamo dal G20 di Antalya. Dopo il vertice cambia qualcosa nelle relazioni tra Usa e Russia?

Per troppo tempo si è lavorato per aumentare le distanze tra Usa e Russia. Avrei voluto vedere molto prima di ieri la foto di Obama che parla con Putin al G20. Finalmente si è capito che occorre un’alleanza tra gli attori globali e regionali per affrontare la sfida del terrorismo. Se Usa e Russia cominciano a collaborare contro Daesh e per la stabilizzazione della Siria, questa è la soluzione.

 

Per Putin però “restano differenze tattiche” che impediscono un accordo completo …

L’incontro tra Putin e Obama è stato positivo. Sembrerebbe quindi che queste divisioni siano tra gli Usa e alcuni dei Paesi europei. Siccome si sono fatti tanti summit di emergenza più o meno inutili, sarebbe utile farne uno per definire la linea dell’Unione Europea relativamente alla lotta al terrorismo e al futuro della Siria. Se questa ci fosse si supererebbero le divisioni e l’Europa conterebbe di più. Se Putin chiede la dimostrazione di una maggiore unità da parte degli alleati occidentali, credo che sia giusto farlo.

 

Ritiene che i bombardamenti francesi su Raqqa siano una reazione razionale?

I bombardamenti hanno mostrato che la vulnerabilità di Daesh è superiore a quella degli Stati democratici. E’ stata dunque una reazione giusta, perché impedisce che Daesh tragga dagli attacchi di Parigi i benefici del proselitismo. Dopo quelle della capitale francese, oggi abbiamo delle altre immagini: il santuario di Raqqa è messo a ferro e fuoco. Da domani però ci vuole una visione corale: non si possono fare semplicemente dei bombardamenti per colpire di qua e di là. E’ giusto che dal vertice del G20 esca una coalizione che comprenda Usa, Russia, Turchia, Arabia Saudita e Iran.

 

Assad non si ricandiderà alle prossime elezioni. A chi giova questo fatto?


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