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Terza Guerra Mondiale/ Se la speranza è rappresentata dal "nemico" Putin

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

L'Europa ha l'immagine di una grande finzione, così come è apparsa in questi anni. Un insieme di interessi finanziari, un “cane da guardia” per banche e conti, più che per interessi economici. In sostanza una serie di Stati in fila sparsa. anche se con una bandiera comune e una tecnocrazia demenziale in alcuni casi. Non è migliore comunque la situazione internazionale, anche quella al di fuori dell'Europa.

Si è detto degli Stati Uniti, incapaci di delineare un nuovo equilibrio globale. Compito troppo complicato nello “spirito del mondo”, in un periodo come questo, con una classe politica a livello mondiale che non riesce a vedere al di là del suo naso e si affida al “fiuto” dei finanzieri. Al momento, l'unica, la vera a speranza è che ci sia un nuovo disgelo con il “vecchio nemico” russo da parte americana.

Nel calderone di questa particolarissima guerra, tra i cosiddetti alleati occidentali, c'è il gioco dei turchi, che preferiscono bombardare i Curdi piuttosto che l'Isis. Del resto, i Curdi, sono per i turchi, dei “turchi di montagna”, quindi non un popolo. Poi c'è la inquietante presenza e ambiguità dell'Arabia Saudita, che ha l'impudenza di “condannare il terrorismo”, dopo aver foraggiato ampiamente, indirettamente o direttamente, l'Isis, ricercando una posizione preminente nella zona in contrasto perenne con l'Iran. Sull'Arabia Saudita si potrebbe aprire un discorso di finanziamenti che riguardano anche diversi presidenti degli Stati Uniti, sia democratici che repubblicani.

A questo punto inutile dilungarci sul “grande dibattito” della parola guerra. Inutile invocare unità e coesione, che non ci saranno mai in un Occidente dove prevale l'interesse individuale, paradossalmente portato anche a livello di Stato, piuttosto che l'identità di una grande storia, di una grande civiltà da difendere e rivendicare con orgoglio. Dovrebbe essere questo il grande compito degli occidentali, se hanno ancora un'anima da occidentali.

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