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ELEZIONI TURCHIA/ Con Erdogan hanno vinto le bombe e la paura del caos

Pubblicazione:lunedì 2 novembre 2015 - Ultimo aggiornamento:mercoledì 20 luglio 2016, 13.28

Recep Tayyip Erdogan (Infophoto) Recep Tayyip Erdogan (Infophoto)

Ha influito molto, e il paradosso è che a pagarne il conto è stato il partito curdo HDP per il quale nessuno si attendeva una perdita di voti così drammatica. Gli attentati del PKK e l’atteggiamento del governo verso i movimenti politici curdi hanno inaspettatamente fatto calare i consensi di HDP.

 

I sostenitori di Erdogan sono soprattutto tradizionalisti concentrati nelle aree povere e rurali del Paese?

No. Se si osserva la mappa della Turchia, soltanto le coste dell’Egeo e alcune città del Mediterraneo hanno visto il prevalere dei repubblicani del CHP. Mentre le coste del Mar Nero, la parte centrale e quella orientale del Paese sono state dominate completamente dall’AKP, e soltanto una parte limitata del Sud-Est è in mano all’HDP. Non si può quindi parlare di una concentrazione specifica dell’AKP nelle aree rurali o più povere del Paese.

 

Angela Merkel ha visitato Ankara due settimane prima del voto. Ritiene che abbia influito sul risultato?

Sì, perché comunque tra gli elettori di Erdogan ci sono anche quelli più europeisti. Il fatto che, attraverso la Merkel, l’Europa abbia dimostrato pubblicamente di credere in Erdogan, ha fatto sì che aumentasse la fiducia degli elettori turchi nei confronti del governo. L’obiettivo della Merkel ovviamente era risolvere il problema dei rifugiati. Ma agli occhi dei turchi il Cancelliere tedesco non rappresenta la sola Germania bensì l’intera Europa.

 

(Pietro Vernizzi)



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