BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ISIS & USA/ L'imam di Phoenix: ho provato a dissuadere dei terroristi ma non ce l'ho fatta...

Pubblicazione:sabato 21 novembre 2015

Infophoto Infophoto

“Sono d’accordo al 100% con il Papa quando afferma che uccidere in nome di Dio è una bestemmia. Anch’io mi sono trovato di fronte a dei giovani estremisti, ho provato a convincerli ad abbandonare la loro ideologia di odio ma non sempre ci sono riuscito”. A parlare è l’imam Usama Shami, presidente del Centro islamico di Phoenix in Arizona. Una moschea balzata agli onori delle cronache lo scorso maggio, quanto due giovani hanno aperto il fuoco all’ingresso di un museo nel Texas al cui interno erano presenti delle vignette su Maometto. Due le vittime, gli stessi attentatori: Elton Simpson e Nadir Soofi. Il primo dei due frequentava il Centro islamico di Phoenix, anche se secondo Shami da alcuni mesi aveva smesso di farsi vedere.

 

Che cosa ne pensa di quanto è avvenuto a Parigi il 13 novembre?

Quanto è avvenuto è una tragedia che ha colpito tutti, non solo l’Europa ma anche gli Usa. Quanti hanno compiuto la strage sono dei criminali che hanno agito nel nome dell’Islam, ma io ritengo che non siano musulmani.

 

Il Papa ha detto che “uccidere in nome di Dio è una bestemmia”. Come valuta queste parole?

Sono d’accordo con il Papa al 100%. Dio non può ordinare certo di uccidere delle persone innocenti, perché la vita in quanto tale è sacra. I terroristi sono entrati in un ristorante e hanno ucciso degli innocenti che non c’entravano nulla.

 

Che cosa può esserci nel cuore di un giovane con il passaporto francese o belga che decide di farsi esplodere o uccidere degli innocenti?

C’è una tendenza che accomuna questi terroristi. Hanno tutti un passato in cui non erano religiosi e avevano commesso dei piccoli crimini. Quindi una volta in prigione è avvenuta la svolta radicale come un modo per regolare i conti con il passato. Proprio per il loro passato queste persone non conoscono la misericordia insegnata dalla religione. Sono giovani che non riescono a provare amore a causa del loro passato.

 

Le è mai capitato di incontrare dei giovani musulmani con idee radicali?

Sì, mi è capitato di incontrare persone convinte che chi non la pensava come loro meritasse di morire. Ho provato a spiegare loro che cosa insegnasse veramente la fede musulmana, e la loro prima reazione è stata quella di mostrarsi molto confusi.

 

Un estremista può riuscire a liberarsi della sua ideologia?

Sì. Conosco persone che hanno vissuto una trasformazione liberandosi dall’ideologia estremista. Ciò che era stato insegnato loro è che anch’io, pur essendo un musulmano, avevo deviato dalla retta via e non ero migliore di un miscredente. Parlare con persone che vengono da un passato di questo tipo è sbalorditivo perché hanno una visuale estremamente ristretta.

 

Come si è sentito di fronte a persone così? 


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
21/11/2015 - Due pesi... (Giuseppe Crippa)

Usama Shami è la stessa persona che intervistata da Il Sussidiario il 16 settembre 2012 a proposito dei cristiani che scappavano dalla Siria ha detto testualmente: “I cristiani devono esprimere le loro opinioni e non scappare non appena succede qualcosa”. Gli avrei chiesto anche cosa pensa ora dei rifugiati siriani che vagano per l’Europa…