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TERRORE IN BELGIO/ Vi racconto l'allerta 4 di una città "chiusa" e deserta

Allerta 4 a Bruxelles (Infophoto) Allerta 4 a Bruxelles (Infophoto)

Domenica rimane confermato lo stato di allerta 4 e il suggerimento di restare a casa. Tutto è chiuso ma questo non è poi così strano: a Bruxelles è tutto chiuso di domenica. Più per la preoccupazione di parenti e amici rimango a casa ed esco solo per andare a messa. A piedi incrocio numerose volanti della polizia e una volta arrivata in chiesa mi accorgo di avere paura che possa succedere qualcosa di brutto anche tra quelle mura che dovrebbero essere sicure. Le messe non sono state annullate, ma alcune parrocchie hanno deciso ugualmente di non celebrare. Si attendono le 19 per sapere se l'allerta è confermata anche per lunedì oppure se la vita può riprendere normalmente. Lo stato di allerta 4 viene confermato: le metro rimarranno chiuse, tutte le scuole e le università rimarranno chiuse e viene consigliato di lavorare da casa. Le istituzioni europee saranno aperte ma vengono annullati numerosi incontri; il Parlamento europeo sarà deserto non tanto per le minacce di attentati ma perché inizia la "settimana rossa", cioè la settimana di sessione plenaria a Strasburgo. Nel frattempo non è successo nulla, la minaccia seria e imminente non c'è ancora stata, e quindi c'è ancora una tensione palpabile.

Sto cenando a casa con la mia coinquilina quando arriva un messaggio di un amico di Bruxelles: c'è un attentato in corso nel nostro quartiere, ci chiede se stiamo bene. Non abbiamo sentito nessun rumore e visto niente di strano. Sale la tensione e inizia una lunga serata incollate al computer alla ricerca di notizie sui siti di informazione, sui quotidiani, riceviamo messaggi e telefonate da amici di Bruxelles e dall'Italia. Aumenta l'agitazione e la paura per qualcosa che non sappiamo bene che cos'è e che tantomeno possiamo controllare. Le informazioni arrivano frammentate e contradditorie: è in corso un blitz della polizia vicino alla stazione centrale, poi le operazioni si spostano lentamente verso Sainte Catherine e Molenbeek, dei quartieri che frequentiamo raramente perché poco raccomandabili. Ci arriva la voce che forse è in corso un altro blitz a Etterbeek, nel nostro quartiere, ma non sentiamo o vediamo niente di strano dalle finestre di casa. La polizia chiede il silenzio alla stampa e sui social network per garantire la sicurezza delle operazioni in corso. Gli utenti invadono Twitter con foto di gatti per disturbare il flusso di informazioni che rischiava di essere di aiuto ai terroristi in fuga. La situazione potrebbe essere ridicola se non fosse per la tensione e per la paura che rimangono. Decidiamo di andare a dormire quando a mezzanotte arriva la notizia che le operazioni della polizia sono terminate.