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Esteri

DALLA GERMANIA/ Tutti cercano una risposta all'islam radicale, ma non la trovano

Angela Merkel con Barack Obama (Infophoto)Angela Merkel con Barack Obama (Infophoto)

Ma anche l'analisi "culturale", piena di rabbia, proposta nel Feuilleton della Faz e firmata da Christian Geyer, del superamento dei tabù culturali che non permettono di vedere che siamo in uno stato d'emergenza e che dobbiamo rinunciare ad alcuni diritti (come quello del rispetto totale della riservatezza nella comunicazione privata e pubblica, per accentuare quello della protezione della propria vita attraverso il controllo dai nemici), sembra inadeguata. Compito questo che viene visto non solo come un dovere dell'autorità politica o di polizia o di convincimento dell'esercito nei  punti di accoglienza dei profughi, ma come un compito di tutti i cittadini, che devono usare la loro libertà in primo luogo non come fattore di dimenticanza di sé, ma di assunzione di responsabilità (per esempio informando la polizia se si vede in un treno un pacco sospetto).  

La cosa più interessante l'ho sentita in un simposio sulla famiglia organizzato dal CJD (Christliches Jugenddorf) da una professoressa di psicologia, Heldemarie Keller, che in un confronto a livello mondiale tra lo stile di vita della classe media occidentale e i suoi valori con la classe contadina più tradizionale ha mostrato che il nostro modo di vivere, fissato ultimamente su un valore illusorio di autonomia, ha una chance di superare la crisi in primo luogo demografica in cui ci troviamo (in Germania abbiamo il più basso incremento di nascite di tutto il mondo) solo con un "dialogo trasversale" con quelle culture che mettono "rispetto ed obbedienza" come valori centrali del loro operare e che soli permettono anche una crescita individuale che non sia solo illusoria, ma come servizio alla comunità di appartenenza. 

Infine, al di là di tutte l'analisi è e rimane vera l'ipotesi di lavoro cristiana: solo l'amore è credibile, un amore incarnato nelle circostanze che vengono viste sempre in primo luogo come chance e non come problema, perché convinto che solo la testimonianza del "nulla dell'amore" (quando ci ringraziamo, diciamo "non fa nulla" per testimoniare la gratuità dell'amore) può rispondere al "nulla nichilista" che si esprime nell'omicidio selvaggio da parte dei terroristi islamici, ma anche nelle illusioni di autonomia (fedeltà ai "nostri valori") della società occidentale. 

Papa Francesco sta richiamando il mondo a questo amore donato prima di ogni nostra azione e che richiede una risposta "ecologica integrale" come rispetto della natura, dell'uomo, del diverso e in modo particolare del povero. Solo in questo programma di "ecologia integrale" sarà possibile non solo annunciare, ma testimoniare che la dignità personale dell'uomo è inviolabile. 

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