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Esteri

DALLA GRECIA/ I retroscena sul "piano B" di Tsipras-Varoufakis

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

A quanto pare tale prospettiva fu presentata allo stesso Alexis Tsipras, che all'inizio l'aveva presa in qualche considerazione. Secondo le stime degli esperti, infatti, all'interno della Zecca e del Poligrafico dello Stato erano depositati 1,5 miliardi di euro in biglietti da 5, stampati su licenza della Bce e destinati a rimpiazzare progressivamente i biglietti usurati. La stessa Bce aveva autorizzato la stampa di un ulteriore miliardo di euro in biglietti da 20, che tuttavia non era stata effettuata a causa della penuria di carta. Peraltro alcune voci parlavano persino di 23 miliardi di euro giunti in Grecia alla vigilia delle elezioni politiche del 2012, 17 dei quali depositati ad Atene e gli altri in due località del Paese. Si trattava di denaro di cui la Bce non aveva autorizzato la circolazione. In caso di rottura delle trattative, si riteneva che Atene avrebbe potuto chiedere alla Bce a fare ricorso a questa riserva in forma di prestito, in attesa della circolazione della valuta nazionale. Si dava per scontato, peraltro, che la risposta della controparte sarebbe stata negativa. 

In tal caso il piano prevedeva che il Consiglio dei ministri dichiarasse tali banconote "valuta nazionale" in modo da poterle utilizzare per le transazioni interne in attesa del passaggio alla divisa nazionale. A opporsi a tale piano sarebbe stato soprattutto il vicepremier Dragasakis, secondo il quale la Bce avrebbe potuto annullare il numero di serie delle banconote, se non addirittura il totale degli euro circolanti in Grecia, rendendole inservibili. 

In risposta a tali obiezioni, il gruppo incaricato di elaborare tale piano di azione avrebbe cercato di capire, senza risultato, se le banconote in questione appartenevano tutte a una determinata serie o se invece appartenevano a serie precedenti già circolanti in Europa. In ogni caso alla fine tutto il piano di azione è stato abbandonato a causa della sua impossibilità di realizzazione.

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