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AEREO PRECIPITATO/ Micalessin: ipotesi kamikaze dietro il falso "incidente"

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Questo non lo sappiamo. L’analisi delle scatole nere sarà l’unico modo per arrivare più vicini alla verità, per il momento siamo nel campo delle ipotesi.

 

I jihadisti del Sinai hanno rivendicato l’attentato. Sono credibili?

Ansar Bait al-Maqdis è una formazione presente già da tre anni nel Sinai. L’anno scorso ha dichiarato la sua adesione all’Isis. Il 26 gennaio 2014 aveva messo a segno un attentato con un missile Strela-2 contro un elicottero egiziano, abbattendolo. In questo caso però va escluso.

 

Per quali motivi?

Un missile Strela colpisce solo fino a 4mila metri di gittata: in questo caso i terroristi avrebbero dovuto avvicinarsi ad almeno un chilometro dall’aeroporto per colpire l’aereo in fase di decollo. Dal momento che l’aereo è precipitato 23 minuti dopo il decollo, è un’ipotesi che va esclusa. Non va però dimenticata la presenza seria e importante di questi terroristi, che nel Sinai sono molto numerosi, e che potrebbero avere studiato un’operazione come l’inserimento di un kamikaze a bordo.

 

E’ possibile che l’aereo russo sia stato colpito come vendetta per l’intervento di Putin in Siria?

I gruppi jihadisti del Caucaso avevano annunciato che avrebbero fatto colare il sangue russo per vendicare i loro compagni che operano in Siria. Rientrerebbe quindi pienamente nella logica di una rappresaglia nei confronti della Russia, già considerata un nemico acerrimo da parte dei gruppi jihadisti.

 

(Pietro Vernizzi)



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