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SIRIA/ Waqqaf: Assad, Isis e ribelli, ecco il vero gioco di Putin. E l'aereo...

Pubblicazione:sabato 7 novembre 2015

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

“L’obiettivo di Putin è sradicare i jihadisti per mettere al sicuro la Russia dalla minaccia terroristica. Per farlo ha in mente in primo luogo di fermare l’offensiva dei ribelli ‘laici’, così da costringerli ad accettare i negoziati che rappresenteranno la seconda fase del piano. Quindi arriverà la terza fase: spazzare via completamente l’Isis da Siria e Iraq”. E’ la strategia in tre fasi del presidente russo Vladimir Putin svelata da Ammar Waqqaf, attivista siriano residente a Londra, commentatore di Bbc, Al Jazeera e del canale satellitare Russia Today. Fin dal 2011 Waqqaf si è opposto al sostegno occidentale ai ribelli siriani. Di recente i giornali italiani hanno citato un articolo del giornale saudita al-Sharq al-Awsat, che ha pubblicato un piano in nove punti per la Siria attribuito al presidente russo Putin. Nella strategia ci sarebbero il congelamento dei fronti di guerra tra lealisti e ribelli e l’avvio di una transizione pacifica che preveda la rimozione di Assad.

 

Ritiene che il piano di Putin sia quello pubblicato da al-Sharq al-Awsat?

L’articolo di al-Sharq al-Awsat non espone la soluzione russa bensì quella saudita. L’obiettivo è fare sapere ai russi che questo è ciò che i sauditi accetterebbero sul tavolo dei negoziati, anche se la notizia è presentata come una sorta di Wikileaks di fonti d’intelligence russe. Ma l’articolo è stato pubblicato prima del terzo incontro ai colloqui di Vienna, e non ha suscitato alcuna reazione da parte della diplomazia russa.

 

Qual è dunque il vero piano della Russia in Siria?

Nei dettagli il piano non è ancora chiaro. In generale, se il governo siriano dovesse collassare, Mosca teme che si ripeta quanto è avvenuto in Libia. Senza un forte governo centrale ci sarebbe un prevalere delle fazioni più forti: al Qaeda e l’Isis. La Russia vuole disinnescare la minaccia terroristica islamista affrontandola direttamente con i raid aerei e aiutando il governo siriano a stare in piedi.

 

Putin è pronto a rimuovere Assad dal potere?

Per la Russia la vera questione non riguarda la persona del presidente Assad, ma chi sia in grado di guidare al meglio un governo unito a Damasco. In questo momento Mosca è convinta del fatto che non ci siano alternative al presidente Assad: qualsiasi altra persona non sarebbe in grado di mantenere la stessa coesione. Se in futuro qualcun altro fosse identificato come una figura con queste caratteristiche, la Russia sarà disponibile a trovare un compromesso.

 

La Russia è alla ricerca di una soluzione pacifica o sta difendendo solo i suoi interessi?

La principale preoccupazione della Russia è tenere lontana la minaccia terroristica dai suoi confini. Putin è convinto del fatto che se il suo intervento riuscirà a dimostrare ai ribelli che la loro campagna contro il governo di Damasco è inutile, in quanto non è in grado di fare cadere il presidente, questo li convincerà ad accettare i negoziati. Mosca vuole costringere i militanti a passare dall’offensiva alla necessità di difendere i loro stessi territori.

 

In questo modo che cosa pensa di ottenere?


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