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RISIKO/ Chi alza la "temperatura" del Mar Cinese?

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Xi Jinping con Barack Obama (Infophoto)  Xi Jinping con Barack Obama (Infophoto)

Il comandante del Lassen, come riportato dalla Reuters, ha affermato di aver avuto una cinquantina di "interazioni" con navi o aerei cinesi nei pattugliamenti che sta compiendo da maggio. Il comandante, Robert Francis, ha poi raccontato di colloqui cordiali con l'equipaggio del cacciatorpediniere cinese che lo "tallonava", con a tema i menu delle loro mense, le loro famiglie o perfino Halloween, anche durante la missione alle Spratly.

Da parte sua, Xi Jinping ha continuato la politica delle visite di Stato e in ottobre si è recato nel Regno Unito, ricevendo una accoglienza più calorosa che negli Usa. Secondo il Financial Times, la ragione va trovata in una serie di accordi economici in progetto, tra cui la costruzione di una linea ferroviaria a grande velocità, con possibili rilevanti investimenti cinesi.

La scorsa settimana Xi è andato in Vietnam, Paese con cui la Cina ha in corso controversie territoriali e governato anch'esso da un partito comunista, ma distante da Pechino fin dal periodo sovietico. Infatti, furono i vietnamiti a porre fine al regime di Pol Pot, feroce versione estrema della rivoluzione culturale maoista. Da entrambe le parti si sono fatte dichiarazioni in favore della collaborazione e della pace ma, ancor prima della fine della visita di Xi, il ministero della Difesa giapponese ha annunciato l'invito da parte dei vietnamiti a partecipare a manovre congiunte. Una mossa non proprio gradita alla Cina, visti i rapporti molto tesi con il Giappone.

Un altro incontro importante è quello che c'è stato a Singapore tra Xi e il presidente di Taiwan, Ma Ying-jeou, il primo a questo livello dal 1949, fine della guerra civile cinese che determinò la separazione di Taiwan dalla Cina. L'atteggiamento del governo in carica nell'isola dal 2008 è stato di maggior apertura verso il governo di Pechino, suscitando molte preoccupazioni per l'indipendenza di Taiwan. I sondaggi danno per probabile un cambiamento di maggioranza nella elezioni dell'anno prossimo e l'incontro viene letto come un tentativo di appoggio di Pechino all'attuale governo.

In questa sorta di torneo diplomatico, alla fine della scorsa settimana si è inserita anche l'Unione Europea, con una dichiarazione di Federica Mogherini. A conclusione di una riunione, da lei presieduta, tra i 28 Paesi dell'Ue e gli Stati asiatici dell'Asean, Mogherini ha affermato che, nonostante le posizioni diverse o contrastanti esistenti tra loro, tutti i partecipanti si sono detti in favore della pace.

C'è da sperare che non siano solo parole.



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