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TERZA GUERRA MONDIALE/ Sapelli: il disegno di Erdogan "spaventa" anche l'Arabia Saudita

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Infophoto) Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (Infophoto)

Putin ha attuato delle misure energetiche che andranno prese con le pinze. È vero che Mosca può chiudere il rubinetto ad Ankara, ma poi la Russia deve pur vendere a qualcuno le sue fonti. La stessa scelta di boicottare i viaggi dei russi in Turchia è molto grave. E altrettanto grave è la scelta di impedire l’impiego di manodopera turca. Andiamo quindi verso un pericoloso inasprimento della crisi.

 

Erdogan si erge a difensore dei sunniti in Siria e Iraq. Ritiene che sia una posizione legittima?

Nel momento in cui si attua una politica imperialista e ottomana si tratta di un salto di qualità. Prima la Turchia si limitava a difendere le minoranze turcofone all’estero. Adesso Ankara si affianca all’Arabia Saudita nella difesa dell’Islam sunnita. Bisogna poi vedere se i sunniti siano effettivamente discriminati dagli sciiti come dicono di essere. Gli sciiti a livello mondiale sono il 15% dell’universo islamico. Ritengo quindi un po’ eccessiva questa difesa dei diritti dei sunniti nei confronti degli sciiti. La Turchia cerca piuttosto lo scontro, e mira a sostituire la leadership sunnita all’Arabia Saudita.

 

Obama continuerà comunque a sostenere Erdogan?

Penso che neanche gli stessi americani sappiano che cosa intendono fare. Nelle Primarie Usa la situazione internazionale non è presente. L’unica a sollevarla è Hillary Clinton, che non mi pare però si distanzi dalle posizioni di Obama. La Casa Bianca sostanzialmente non sa come destreggiarsi in questa nuova situazione. Bush aveva sbagliato per un eccesso di intervento, mentre Obama ha fatto l’errore opposto. Il presidente non dovrebbe schierarsi né con la Turchia, né con la Russia, bensì dovrebbe riprendere il ruolo tradizionale proprio degli Usa che consisteva nel ricomporre le crisi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
01/12/2015 - Rotazione di 90 gradi (Vittorio Cionini)

Quando cadde il muro di Berlino tutto il mondo festeggiò l'evento come inizio di un nuovo equilibrio di pace. Mi capitò allora di leggere un articolo, che non ho più ritrovato, dove si anticipava la nuova piega che avrebbero preso gli eventi. In particolare si prevedeva che l'asse di confronto Nord-Sud (Norvegia-Balcani)che aveva caratterizzato tutto il periodo della "guerra fredda" sarebbe ruotato di 90 gradi (Balcani-Pakistan). La previsione, supportata da una accurata analisi dei fuochi che covavano sotto la cenere, si sta avverando puntualmente. Mi chiedo se i tanti "errori" commessi dai numerosi attori in campo facciano parte di una commedia (pardon tragedia) recitata su un canovaccio di autore ignoto.