BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DALLA RUSSIA/ Dietro il mito di Putin, un paese vittima della menzogna di Stato

Pubblicazione:sabato 12 dicembre 2015

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Infine, con l'avanzare della crisi economica, il governo si è applicato a smantellare lo Stato sociale, togliendo molte garanzie alle categorie più fragili. Così, per citare soltanto i fatti più macroscopici, ci sono stati drastici tagli alla sanità (con la chiusura di 4.800 ospedali), che tra l'altro hanno creato anche una forte disoccupazione nel settore. È di qualche giorno fa, poi, il decreto che vieta – non si sa bene per colpire chi – l'importazione di medicinali dall'estero, il che significa abbandonare a un atroce destino i malati cronici e terminali, dato che i farmaci salvavita non si producono in Russia. C'è stata di recente l'abolizione della scala mobile per le pensioni (che già prima erano da fame), la distruzione di tonnellate di derrate alimentari importate come ritorsione alle sanzioni economiche occidentali, e molto altro. 

Il filosofo Viktor Sudarikov ha commentato che se la società russa "ha potuto mandar giù queste leggi, significa che le si può fare qualsiasi cosa senza temere reazioni". Qui sta appunto l'esito più pericoloso della nuova ideologia patriottica costruita dal putinismo, quello di aver seminato l'apatia, risvegliando i peggiori meccanismi della mentalità totalitaria, e facendo sì che la gente torni ad avere paura, che accetti qualsiasi cosa e nel contempo si bei di visioni di grandezza nazionale. In tutto questo si manifesta un profondo disamore a sé come stato d'animo prevalente. Privati dell'autonomia creativa e della speranza, molti tornano a identificarsi nel ruolo di sudditi, cui il governo offre in cambio la grandezza di uno Stato che si fa temere all'esterno.

Il ruolo della "forza" ha assunto oggi dimensioni preoccupanti; la vittoria e la revanche sono la nuova parola d'ordine; bisogna far rispettare i "nostri valori", vendicarsi del mondo che ci disprezza al di là di ogni motivo reale; dobbiamo farci valere a qualsiasi prezzo, sino all'autolesionismo, sino a mistificare la storia. I "nostri valori", poi, si riassumono ancora nell'ideale della forza, così ben incarnata nel presidente muscoloso e inflessibile. Il patriottismo che mostra i muscoli è l'unico stile di rapporto ritenuto all'altezza, prova ne sia che il signor Zaldostanov, un energumeno grande e grosso che si fa chiamare "il chirurgo", capo di un gruppo di centauri altrettanto muscolosi chiamato "i lupi della notte", si è incaricato ufficialmente di "rimettere a posto" tutti gli oppositori del governo.

E deve veramente rappresentare l'ideale socio-culturale dello Stato se, nell'elenco delle onlus sostenute dal governo, i suoi "Lupi della notte" figurano tra i primi, con 12 milioni di rubli di finanziamento per creare strutture patriottiche, mentre altre istituzioni, ben più culturali e animate da una ben più reale attenzione ai bisogni della società, viaggiano agli ultimi posti. Gli intellettuali, gli oppositori che negli ultimi 15 anni hanno osservato con desolazione la china di divieti, embargo, ritorsioni, azioni di polizia, processi farsa, omicidi politici su cui scivola la società, capiscono lucidamente la tattica del governo, che si lancia in nuove avventure militari per mettere a tacere i problemi interni. E temono che questa specie di bullismo politico finirà per far esplodere i rapporti internazionali.  


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >