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Esteri

DALLA GRECIA/ Il "miracolo" atteso da Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Tsipras ha chiesto "aiuto" all'opposizione, la quale gli ha risposto "no". "Ho chiesto loro di trovare una comune 'linea rossa'  per la riforma delle pensioni che produca la sua sostenibilità senza un ulteriore taglio degli assegni", e ha insistito per la firma di un documento condiviso in cui si chiede che le pensioni non vengano tagliate. "No", gli è stato risposto, anche perché, spiega il leader di un partito, Tsipras è rimasto sul vago. Ma se Tsipras è in grado di ottenere questo "miracolo" - sostenibilità e nessun taglio - perché ha chiesto un accordo con gli altri partiti? Se il ministro del Lavoro può far quadrare il cerchio, perché Tsipras dovrebbe condividere il successo con gli avversari? 

Le risposte non tarderanno ad arrivare. Insieme a un altro "no" alla proposta del primo ministro di istituire una commissione di tecnici che siano in grado di individuare tagli per lo 0,4% del Pil, in considerazione del fatto che i suoi ministri hanno trovato soltanto voci di tagli per lo 0,6%. In questo clima di polemiche è intervenuto anche il governatore della Banca Centrale, Yannis Stournaras, affermando che per uscire dalla crisi è necessario il consenso tra le forze politiche, altrimenti al Paese non verrà data un'altra possibilità (leggi piano Schaeuble per l'uscita temporanea dall'euro).

L'iniziativa di Tsipras non ha sortito alcun effetto positivo, purtroppo. Il clima politico, nonostante la crisi, continua a camminare sui binari tradizionali di un sistema parlamentare non educato alle alleanza tra partiti e la stessa legge elettorale si è conformata al sistema maggioritario. Servirebbe un miracolo per assistere alla collaborazione di tutti i partiti in nome della "salvezza nazionale", di cui il Paese ha estremo bisogno. E i partiti dell'opposizione non hanno alcuna intenzione di avere il ruolo di retroguardia in una manovra gestita dal governo. I greci - sostengono - hanno votato Syriza e il suo programma, dunque spetta a Tsipras a gestire le riforme. 

È vero, ha strappato il consenso di tutti sul tema dei rifugiati, ma non era quello il suo principale obiettivo.  Lo scopo era tracciare un'ultima "linea rossa" con la complicità delle opposizioni. Linea che, con o senza complici silenti, sarà obbligato a superare.

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