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Esteri

DALLA GRECIA/ Le 5 "autocritiche" di Tsipras

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Il quarto: "Abbiamo capito che non c'era altro modo. Gli europei e la Germania  sono stati molto duri". Ma l'arroganza e l'inesperienza del governo e dei  suoi ministri hanno fatto il resto, perché erano convinti che Syriza avrebbe  messo in ginocchio l'Europa, anzi l'avrebbe fatta crollare dalle fondamenta se non avesse accettato le condizioni della sinistra ellenica. E non sarebbe stata la Grecia, un Paese bisognoso di finanziamenti per sopravvivere, a "cambiare l'Europa". Il quinto: "Non è tanto facile cambiare l'Europa da solo". Cambiare l'Europa, quando si chiede un prestito agli alleati europei? In prospettiva la politica di scontro con Bruxelles ha più svantaggiato che aiutato quelle forze politiche (Podemos, Cinque Stelle e altri), che mettono in dubbio alcune scelte comunitarie. 

A scorrere l'archivio delle notizie di quei mesi ci si accorge che molti commentatori avevano ragione quando rimproveravano al Tsipras I quelle scelte politiche che sono oggi oggetto di autocritica di Tsipras II. Ma allora chi chiedeva al primo ministro "realismo" e "prospettiva" venne bollato come "amico del nemico". Sei mesi di "gioia" rivoluzionaria pagati molto cari. Andreas Papandreou era solito affermare: "Il Pasok al governo e il popolo al potere". Era una formula che Papandreou ha potuto applicare perché stampava carta moneta che le sue clientele potevano spendere. Le conseguenze si pagano oggi.  Su questa linea si è mosso, secondo tradizione, anche Tsipras, cui sono rimaste solo le clientele. Le porte della Zecca di Stato restano sprangate. 

P.S.: Nell'indifferenza più totale, domenica si svolgeranno le primarie di Nea Dimokratia. Quattro i candidati, nessuna proposta politica. Abbondanti accuse e fuochi di artificio politici. Soltanto il sostegno dell'ex primo ministro Kostas Karamanlis (grande "padre" del partito nonostante la sua fallimentare gestione del potere) a favore di Vangelis Meimarakis. Voteranno clientele e camarille. Sicuramente vincerà Meimarakis. Almeno il partito avrà un presidente ironico.

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