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Esteri

DIARIO BURUNDI/ Un bimbo malformato e la "rivoluzione" del piccolo Salvatore

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Mentre vado, penso che forse una nuova è un po' sprecata perché poi il piccolo morirà. Ma all'improvviso mi viene in mente quello che avevo appena cercato di spiegare alle infermiere ed alla mamma, che anche lui è una persona, che deve vivere bene per il tempo che gli è dato. Allora prendo la copertina più bella, bianca. Torno. Avvolgiamo il piccolo con la copertina bianca ed il cappellino di pile. Sembra il Gesù Bambino della Natività di De La Tour, col visino di cera. La mamma sorride, l'infermiera dice: è bello. Così Salvatore va a casa con la sua mamma, collaborando all'opera del più grande Salvatore.

Così vorremmo dire a tutto il mondo che qualunque cosa accade è Lui che la fa accedere per me, per le mie mamme, per le infermiere, per i miei ragazzi.

Il nostro piccolo gruppetto di scuola di comunità aumenta ogni giorno. Ad ogni nuovo che arriva uno dei ragazzi cita una canzone che abbiamo ascoltato ed imparato. Aconteceu: "Accadde quando nessuno lo aspettava, accadde senza suono di campane, accadde diversamente dalle storie che i romanzi ci raccontano abitualmente. Accadde senza che ci fossero stelle in cielo, accadde senza un raggio di luna. Il nostro amore è arrivato molto dolcemente, si è sparso molto lentamente, si è attardato fino a rimanere. Accadde senza che il mondo ringraziasse, senza che le rose fiorissero, senza un canto di lode, accadde senza alcun dramma. Il tempo ha solamente fatto il suo letto come in ogni grande amore".

Anche lui, l'ultimo arrivato, si attarderà fino a restare, nella nostra piccola compagnia. 

I ragazzi cantano benissimo. Io sono solo la segretaria del coro, visto che sono stonata, cerco le canzoni, parole e musica, le faccio ascoltare, loro imparano velocissimi. Sono un raggio di sole che entra nel cuore e fa abbracciare con più leggerezza tutte le provocazioni belle e brutte quotidiane. 

Non sono i fatti e le notizie che passano di bocca in bocca più che sapute dai mezzi di comunicazione sotto controllo, non il potere, l'opposizione, la guerra, la pace, che fanno la storia, ma sono loro, "i miei ragazzi", "le mie mamme" il vero inizio del cambiamento di un paese che ha bisogno di scoprire che non siamo divisi tra buoni e cattivi, ma siamo un popolo salvato dalla Sua Misericordia.

La vita è così: la paura dell'incognito, dell'essere ricercato, ammazzato, un piccolo che se ne va, per la nostra incapacità o perché Lui lo ha amato tanto che lo ha voluto subito per Sé? Perché era simile a Suo Figlio? O la bellezza di un canto, la gratitudine di un volto amico, uno che ti dice: quando torni? ho nostalgia di te.

Così nell'essenzialità della vita africana, anche noi attendiamo sostenuti continuamente dalla compagnia di coloro che questo Dio fatto Uomo ha messo accanto a noi nel tempo, nello spazio e nel profondo del cuore.

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COMMENTI
26/12/2015 - Ethan e Salvatore: due "Gesù Bambini"... (Giuseppe Crippa)

Oggi Chiara (Mezzalira), ieri Elvira (Parravicini). Così lontane (in Burundi e negli Stati Uniti) ma così vicine nell’amore a tutti i bambini che nascono e soprattutto a quelli che non possono sopravvivere… Grazie per il bene che fate anche a noi che vi leggiamo da qui!