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NATALE AD ALEPPO/ Padre Ibrahim: cosa vuol dire sperare con le bombe sulla testa

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Quel giorno durante la messa della domenica, al momento della comunione, mentre il coro cantava “Alzo gli occhi verso i monti”, sentiamo un rumore sopra la chiesa. Non ci abbiamo fatto molto caso, perché abbiamo pensato che non fosse nulla di preoccupante. Nell’arco di dieci secondi però la chiesa si è riempita di polvere, con frammenti di vetro e pietra che hanno iniziato a cadere sulle teste dei fedeli. Per circa un minuto la terra ci è tremata sotto i piedi. Sul momento non abbiamo capito di che cosa si trattasse. Invece quanti erano fuori hanno sentito una fortissima esplosione.

 

Da che cosa era stata provocata?

I ribelli avevano lanciato una bombola di gas montata su un missile che ha colpito la cupola della chiesa. Quest’ultima però ha retto l’impatto, l’ordigno è rotolato lentamente ed è esploso su una tettoia laterale dove ha creato danni enormi. Ci sono state decine di feriti che ho soccorso come ho potuto. Poi siamo scesi in giardino, abbiamo dato la comunione a chi non l’aveva presa e pregato per ringraziare Dio di essere ancora vivi.

 

Secondo lei la bomba è finita sulla chiesa per errore?

No. L’obiettivo deliberato di chi l’ha lanciata era fare una strage nella chiesa affollata, tanto che sapevano anche l’orario della messa. Questo è il fatto che desta maggiore preoccupazione, soprattutto in occasione delle grandi feste come Natale e Capodanno. La paura c’è ma ci affidiamo al Signore.

 

(Pietro Vernizzi)



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