BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

III GUERRA MONDIALE/ Herzog: Hollande, Cameron e Merkel non vogliono battere l'Isis

Sulla portaerei USS Nimitz (Infophoto)Sulla portaerei USS Nimitz (Infophoto)

Israele non partecipa ad attività operative ma condivide con l’Occidente i dati dei suoi servizi segreti relativi all’Isis. I membri della coalizione che combatte contro il califfato hanno deciso di non coinvolgere Israele a livello operativo, in quanto è più importante per loro coinvolgere gli Stati arabi. Se Israele decidesse di unirsi alla coalizione, altri Paesi arabi potrebbero essere disincentivati dal farlo a loro volta.

 

Israele vorrebbe partecipare ma non può?

In realtà Israele ha a che fare con molte altre sfide, quali Hamas e Hezbollah, e quest’ultimo dispone di centinaia di migliaia di missili. Israele non ha quindi interesse a distogliere la sua attenzione su un’ulteriore minaccia, anche se condivide in pieno le preoccupazioni occidentali nei confronti dell’Isis.

 

L’Isis però limita l’influenza iraniana. Come vede Israele questo fatto?

Non è così. La presenza iraniana è molto forte in Siria grazie ad Assad e in Libano grazie a Hezbollah. Teheran controlla le politiche del governo irakeno e sostiene gli sciiti nello Yemen. Ovviamente per l’Iran l’Isis è una sfida, ma questo non significa che limiti la sua influenza nella regione. Dal punto di vista israeliano comunque, almeno per il momento, l’asse guidato dall’Iran è una minaccia più grande, immediata e diretta dell’Isis stesso. Anche se va sottolineato che è così solo per il momento.

 

L’Isis si sta rafforzando anche in Libia?

La situazione in Libia sta peggiorando perché lo stato islamico sta cercando di costruire una ramificazione molto robusta nel Paese. Ora tutti si stanno concentrando su Siria e Iraq, ma ritengo che dovrebbe esserci molta più pressione su quello che fa l’Isis in Libia.

 

L’Italia dovrebbe intervenire militarmente?

Non intendo con questo affermare che vi si debbano inviare delle truppe di terra, ma dovrebbe esserci maggiore cooperazione sia a livello di intelligence sia con le forze locali, in modo da mettere queste ultime nelle condizioni di fronteggiare l’Isis.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.