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CHI E' ERDOGAN?/ Il "sultano" pronto a costruire chiese (per i voti)

Recep Tayyip Erdogan con Vladimir Putin lo scorso settembre (Infophoto) Recep Tayyip Erdogan con Vladimir Putin lo scorso settembre (Infophoto)

Poi arrivò il motto "Zero problemi con i vicini di casa". Venne fuori nel 2010 grazie anche al ruolo accademico del ministro degli Esteri dell'epoca, Ahmet Davutoglu (attualmente primo ministro, ndr). Prima di fare politica attiva, nel 2001 Davutoglu pubblicò un libro, intitolato Stratejik Derinlik: Türkiye'nin Uluslararasi Konumu, ovvero "La strategia profonda: La nuova posizione internazionale della Turchia", dove analizzava il nostro ruolo dopo la guerra fredda dimostrando, a suo modo di vedere, le relazioni della Turchia con l'eredità ottomana. Di fatto, era un nuovo programma. 

Vada avanti.
Dopo l'episodio del "one minute" a Davos contro Shimon Peres (a Davos, nel gennaio 2009, Erdogan criticò Peres in conferenza stampa per i morti causati nell'offensiva su Gaza; Peres rispose, Erdogan volle controbattere e chiese al moderatore, l'editorialista del Whashington Post David Ignatius, "un minuto solo", ma Ignatius non lo concesse perché gli ospiti del summit dovevano andare a cena. Erdogan, al suo ritorno, venne accolto come un eroe all'aeroporto di Istanbul, ndr), Erdogan intuì che un'altra prospettiva politica era possibile, e che era in gioco un ruolo diverso per la Turchia in Medio oriente. 

Da cui l'idea di fare della Turchia il suo nuovo centro?
Sì. Questa sua promessa cominciò a venire sempre di più esaltata non solo tra i conservatori, ma tra tutti coloro che cercavano per il paese un destino diverso da quello rappresentato dal modello occidentale. In effetti, tutta la storia moderna turca è fatta di questa ambiguità tra voler — o dover — essere occidentale ed essere orientale.

Ma che cos'è l'Europa per la Turchia? Un'idea, una realtà, un'aspirazione?
Non saprei dare una risposta esauriente a questa domanda, viste le contraddizioni che definiscono il nostro paese. Dopo la riforma della repubblica di inizio '900, cioè l'occidentalizzazione del paese, l'Europa è stata per alcuni la culla della civiltà con cui bisogna identificarsi, mentre altri vi hanno visto soltanto un pericolo da cui proteggersi. E' un tema complesso, perché vista da Istanbul l'Europa non è soltanto quella dei trattati che ne segnano la storia dal dopoguerra. Il modello europeo diventa essenziale per i princìpi della repubblica molto prima della riunificazione, come nel caso dell'adozione del codice civile svizzero e del codice penale italiano nel 1926.

E qual è invece l'oriente che attira la Turchia?
Ovviamente l'ideale di una potenza come l'Impero ottomano. Un modello dove si può realizzare la sintesi turco-islamica nella quale l'islam diventa la forza unificante della nazione. 

Torniamo a Erdogan. Sembra di capire, da quello che lei dice, che non abbia avuto una sola linea politica, anzi che sia risultato ondivago.