BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CHI E' ERDOGAN?/ Il "sultano" pronto a costruire chiese (per i voti)

Pubblicazione:mercoledì 9 dicembre 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 2 gennaio 2017, 4.24

Recep Tayyip Erdogan con Vladimir Putin lo scorso settembre (Infophoto) Recep Tayyip Erdogan con Vladimir Putin lo scorso settembre (Infophoto)

Erdogan ha saputo conquistare non solo la maggioranza turca ma anche il cuore dei media occidentali esattamente in questo modo. Prendiamo il caso del suo cosiddetto neo-ottomanesimo. Erdogan si era già espresso chiaramente in questo senso, ma in Occidente non si parlava delle sue aspirazioni neo-ottomane perché lo si considerava, grazie al suo sostegno ai curdi in Turchia, un politico liberale dal punto di vista economico, un leader "moderato". Ecco, direi che questo era l'aggettivo migliore che lo descriveva in Occidente, un uomo islamico ma moderato. 

Ma nella realtà esiste questa "moderazione" o è un costrutto occidentale? Per esempio da noi si definisce l'Akp come un "partito islamico moderato". E' così?
Che l'Akp sia un partito moderato, a mio parere, è quello che si è voluto credere sia in Turchia che in Occidente. 

E adesso?
Adesso in Turchia alcuni intellettuali che hanno sostenuto Erdogan dicendo "Non basta ma sì", dicono di essere stati ingannati. La rivista Express, prevalentemente di sinistra, ha pubblicato una lettera di scuse aperta alle firme di chi voleva farlo; Adalet Agaoglu, una delle scrittrici più importanti della letteratura turca, ha detto in un'intervista che il movimento "Yetmez ama evet" era stato solo una delusione. La stessa cosa, quella di gridare al tradimento, che fanno ora i media occidentali. 

Quindi?
Quindi, se Erdogan ha ottenuto tutto questo successo, a mio parere, è grazie soltanto alla sua politica volutamente mutevole. L'avere un motto diverso per ogni categoria sociale e il cambiare rotta ogni giorno per guadagnare il sostegno di tutti, gli ha procurato l'appoggio anche di coloro dei quali in partenza nemmeno lui ipotizzava il favore.

Per esempio?
L'ala sinistra della politica turca, oppure gli artisti e gli intellettuali che volevano vedere la modifica della costituzione del 1980. 

Però a lungo andare le contraddizioni sono emerse.
Le cose sono cambiate dopo le proteste di Gezi Park. Il suo linguaggio è diventato sempre più divisivo, ha rotto con il movimento di Fethullah Gülen, poi è venuto il 17 dicembre, l'inchiesta per corruzione che ha portato all'arresto dei figli dei ministri dell'Economia, dell'Interno e dell'Ambiente, nonché dell'amministratore delegato di Turkiye Halk Bankasi AS (Banca Popolare, ndr), l'imprenditore Ali Agaoglu, con le accuse di riciclaggio di denaro sporco e corruzione nelle gare d'appalto del governo.

Cosa può dire della rottura tra Erdogan e Gülen?
La rottura fra Gülen e Erdogan diventò netta nel dicembre 2013, quando un'indagine della procura di Istanbul portò all'arresto per corruzione e tangenti di esponenti dell'Akp. Il procuratore, Zekeriya Öz, è un importante membro di Hizmet, ovvero il movimento di Gülen.

Ha suscitato scalpore l'idea di far tornare Santa Sofia ad essere una moschea.
Una mossa per esaltare l'orgoglio dei conservatori, che ora rappresentano quasi il 49 per cento del paese. La realtà è che Erdogan sarebbe disposto a fare anche il contrario, a trasformare cioè una moschea in una chiesa, se sapesse che questo gli frutta l'appoggio della maggioranza, permettendogli di consolidare il potere.

Un perfetto populista. Erdogan andrà avanti per questa strada?


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >