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GUERRA IN UCRAINA/ Sigov: il piano di Putin è spaccare l'Europa

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Sono convinto che con l'occupazione della Crimea Putin abbia sorpreso i leader europei, andando di molto oltre le loro aspettative. Allo stesso modo, nessuno si sarebbe aspettato una guerra aperta nel Bacino del Donec tra l'Ucraina e l'esercito russo. La stessa Merkel ha potuto verificare, passo dopo passo, il livello di aggressività di Putin e la gravità della crisi. Ci sono in campo potenti lobbies politico-economiche il cui obiettivo è far di tutto per destabilizzare e dividere il fronte guidato dalla Germania. 

Questo è vero anche per la Francia?
Sì; non a caso Sarkozy ha annunciato che la Crimea è un affare di Putin. E' una manovra di Sarkozy per tentare di trovare un'alleanza con l'estrema destra, venendo così a patti con i nemici di ieri, e vincere le prossime elezioni presidenziali in Francia. Questo cinismo politico è una trappola in cui il paesi europei non devono cadere.

Dunque avanti con le sanzioni?
Avanti con le sanzioni, se necessario, e con la chiusura dei conti russi in occidente. Ma è essenziale che queste decisioni siano il frutto di una posizione comune europea.

Adesso la speranza della pace da chi dipende di più, dalla Merkel o da Obama?
Oggi la palla è nel campo dell'Europa, ma l'Europa non deve sprecarla.

Questo cosa significa, in concreto?
Vuol dire che la Germania e la Francia, che sono attualmente i paesi leader europei, devono saper esprimere una posizione più ferma, fino anche ad armare l'Ucraina. Come da tempo chiedono i Paesi baltici.

Ma così non si rischia ancor più la guerra?
Come ha detto giustamente Cameron, l'idea di convincere Putin non avrà altro effetto che dargli spazio per un'azione ancor più forte, ponendo le premesse per un'aggressione ulteriore da parte della Russia.

Lei non era per la pace?
Appartengo da sempre al partito della pace, ma oggi chi è seriamente preoccupato della pace deve convenire che, fino ad ora, chiederla non ha fatto altro che agevolare l'aggressore. E' ora invece di porgli dei limiti.

A quali condizioni si può risolvere il problema dei territori dell'est Ucraina?
La Russia deve far rientrare nelle sue basi tutti i militari presenti in territorio ucraino, e occorre che gli osservatori internazionali siano messi in condizione di sorvegliare per davvero le frontiere. Questo è un punto molto importante, è una precondizione della pace sulla quale non si può transigere. Si facciano dunque tacere le armi, solo così si può aprire un vero confronto sulle possibili forme di autonomia dell'Est. 

Non è dunque contrario all'autonomia dei territori del Donetsk?
Assolutamente no. Si facciano libere elezioni, a condizione che le scelte politiche siano democratiche e trasparenti. Attualmente non lo sono.

Perché?
Perché laggiù non c'è l'informazione libera, ma solo il lavaggio sistematico del cervello fatto dalla televisione russa.

(Federico Ferraù)




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