BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIARIO ARGENTINA/ Così la giustizia “circonda” la Presidente Kirchner

Pubblicazione:domenica 15 febbraio 2015

Cristina Kirchner Cristina Kirchner

Il Pubblico ministero Gerardo Pollicita ha presentato un denuncia nei confronti della Presidente Argentina Cristina Fernandez de Kirchner e membri del suo Governo, con l’accusa di aver coperto le responsabilità logistiche dell’Iran nell’attentato alla mutuale ebraica Amia del 1994. Si tratta di un atto dovuto, in quanto la misura faceva parte del lavoro di Alberto Nisman, misteriosamente scomparso 24 ore prima di presentare la sua relazione al Congreso de la Nacion, che in un primo momento aveva pensato anche all’arresto, misura poi non realizzata né facente parte del procedimento, ma l’impatto mediatico della notizia è stato grandissimo anche a livello globale. L’Argentina è una nazione che ora ha una Presidente denunciata e il suo vice sotto processo per lo scandalo della vendita delle zecca privata delegata alla stampa delle banconote.

Il giudice Rafecas, che ha ereditato il lavoro di Nisman, ha impartito l’ordine di procedere al suo collaboratore, che ha dato il via alle indagini. In pratica Cristina Kirchner è accusata di aver ordinato al ministro degli Esteri, Horacio Timerman, di procedere a un accordo con l’Iran attraverso l’intervento fattivo di due membri del Governo kirchnerista, Luis D’Elia e Hector Larroque, che hanno agito in questa faccenda come una sorta di diplomazia parallela. Con il risultato di un memorandum, firmato nel 2013, nel quale in pratica si annullavano le indagini svolte dalla giustizia argentina sul caso per delegare il tutto ad una “Commissione della verità” sotto il controllo anche del Governo di Teheran. È facile intuire come il tutto mirasse a sollevare il Governo iraniano dalle sue responsabilità, ma costituisse un episodio gravissimo perché: “Questo complotto e il suo funzionamento sarebbero stati orchestrati da parte delle più alte autorità del governo argentino, in collaborazione con terzi, e si configurano in azioni criminali quali i reati di occultamento aggravato, favoritismo personale, preclusione di atto funzionale e violazione dei doveri dei funzionari pubblici (artt. 277 commi 1 e 3, 241 comma 2 e 248 del Codice penale)”.

Accuse che pesano come macigni sulla gestione attuale del potere, anche se c’è da dire che il famoso Memorandum di accordo alla fine non è stato messo in pratica e la Commissione non ha mai funzionato: in primo luogo perché, essendo pieno di parti ritenute “segreto di Stato” ha perso la costituzionalità, nonostante una prima approvazione da parte del Congreso de La Nacion, e poi per gli sviluppi sconcertanti delle indagini di Nisman. Ma anche la sua sola creazione viene presa come una chiara intenzione destabilizzatrice dell’ordine costituzionale e di conseguenza, condannabile, come recitano testi giudiziari citati nella denuncia e il cui autore, quasi ironicamente, è il ministro kirchnerista Zaffaroni.


  PAG. SUCC. >