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ISIS VS ITALIA / Il dolore di Papa Francesco: i 21 egiziani assassinati solo perché cristiani

Le minacce dell’Isis all’Italia si fanno sempre più concrete e reali. “Ci avete visti in Siria, ora siamo qui, a sud di Roma”, avvertono i jihadisti in un nuovo video diffuso online.

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Assassinati perché cristiani: papa Francesco ha lanciato oggi un drammatico grido di dolore, alla notizia die 21 egiziani copti uccisi in Libia dagli islamici. Lo ha fatto mentre incontrava una delegazione della Chiesa riformata di Scozia, interrompendo il discorso preparato e parlando in spagnolo: "Mi permetto di ricorrere alla mia lingua madre per esprimere un profondo e triste sentimento. Oggi ho potuto leggere dell'esecuzione di quei ventuno o ventidue cristiani copti. Dicevano solamente: 'Gesù aiutami'. Sono stati assassinati per il solo fatto di essere cristiani". Ha quindi aggiunto: "Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida. Siano cattolici, ortodossi, copti, luterani non importa: sono cristiani! E il sangue è lo stesso. Il sangue testimonia Cristo. Ricordando questi fratelli che sono morti per il solo fatto di testimoniare Cristo, chiedo di incoraggiarci l'uno con l'altro ad andare avanti con questo ecumenismo, che ci sta incoraggiando, l'ecumenismo del sangue. I martiri sono di tutti i cristiani". 

Dopo la diffusione del video in cui miliziani dell’Isis giustiziano ventuno egiziani copti in Libia, Matteo Renzi ha avuto questa mattina un lungo colloquio telefonico con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi a cui ha voluto esprimere cordoglio e solidarietà per le vittime uccise. Lo fa sapere Palazzo Chigi in una nota, spiegando che i due leader hanno parlato in particolare della situazione libica e di come contrastare la minaccia terroristica, con lo Stato islamico che minaccia l’Italia dalla costa libica conquistata nei giorni scorsi. Sul profilo Instagram di Nomfup (alias Filippo Sensi, capoufficio stampa del Pd e portavoce del premier) è stata pubblicata la foto di Renzi al telefono con al-Sisi (clicca qui per vedere).

"Non bisogna perdere un minuto, bisogna intervenire in Libia con una missione Onu, la comunità internazionale deve capire che è cruciale per il futuro dell'Occidente". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, intervistato da La Repubblica. "Le minacce contro il nostro Paese purtroppo non sono una novità e il nostro allerta era già elevatissimo - ha aggiunto - Lo prova il decreto antiterrorismo approvato la scorsa settimana e potenzieremo ulteriormente l'attività che da dicembre ha portato all'espulsione di 17 sospetti". C'è anche il rischio che tra gli immigrati in arrivo dalla Libia vi siano terroristi, "ma non si può creare un nesso. Certo, l'avanzata del Califfato in Libia accentua tutti i profili di rischio", ha spiegato Alfano, secondo cui "ora il problema non sono Triton o Mare Nostrum, ma la Libia: la scelta forte di politica estera che riguarda la comunità internazionale e l'Onu del fare della Libia una priorità assoluta. Se le milizie del Califfo avanzano più velocemente delle decisioni della comunità internazionale come possiamo spegnere l'incendio in Libia e arginare i flussi migratori? Rischiamo un esodo senza precedenti e con una difficoltà di controllo. Per controllo intendo la capacità di ridurne il numero e quella di intercettare potenziali jihadisti".

Le minacce dell’Isis all’Italia si fanno sempre più reali. In un nuovo video diffuso online, lo Stato Islamico decapita ventuno egiziani copti rapiti in Libia a dicembre e avverte: "Ci avete visti in Siria, ora siamo qui, a sud di Roma". Come riferito da Rita Katz, direttrice del Site che monitora l’attività jihadista sul Web, il gruppo in questione si fa chiamare "Stato Islamico della provincia di Tripoli" e il nuovo filmato si intitola "Messaggio firmato con il sangue alla Nazione della Croce". "Avete buttato il corpo di Osama bin Laden in mare, mischieremo il suo sangue con il vostro", dicono ancora i miliziani mostrando nel video il mare insanguinato dai corpi degli egiziani appena giustiziati. Le immagini mostrano i ventuno uomini camminare su una spiaggia della Libia, accompagnati da uomini incappucciati armati di coltello: gli ostaggi vengono fatti inginocchiare e poi decapitati. Dopo la diffusione del video, l'Egitto ha inviato aerei dell'esercito per bombardare postazioni dell'Isis in Libia: la radio egiziana, citando un comunicato dell'esercito, fa sapere che sono stati colpiti obiettivi dello Stato islamico e che il bilancio è di almeno cinque morti.

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