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DIARIO ARGENTINA/ Il silenzio che può risvegliare una nazione

Pubblicazione:martedì 17 febbraio 2015

Cristina Kirchner (Infophoto) Cristina Kirchner (Infophoto)

Finalmente il mondo si è accorto, un po' tardi per dire la verità, che questa ennesima versione del peronismo ha molto poco di nazionale e popolare e molto di una dittatura: viene da chiedersi cosa avremmo potuto sapere di tutto quello che è successo se l'ex Presidente Nestor Kirchner avesse concluso anni fa l'acquisto del Gruppo Editoriale "Clarin", ottenendo di fatto un monopolio sulla stampa, o se sua moglie Cristina non si fosse fidata troppo della creazione di due servizi di Intelligence (quello affidato al generale Milani, accusato di essere un ex repressore della nefasta dittatura e nominato dalla Presidente Capo dell'Esercito, facendo ritornare un potere politico ai militari, e il sinistro "ProgettoX", atto a spiare e ricattare ampi settori dell'opposizione) al completo servizio del potere, silurando capi storici della Side, l'organismo di Stato storicamente delegato e del quale non solo i Kirchner si sono sempre serviti, rifiutandosi di chiuderlo fino a oggi.

Probabilmente si crederebbe alla favola di una nazione che produce, sì, alimenti per sfamare 500 milioni di persone, ma che, lo ha ribadito ieri la Chiesa in un durissimo comunicato, registra una grande percentuale di morti per denutrizione e un livello di povertà che raggiunge il 40% della popolazione. In molte aree dell'Argentina l'accesso all'acqua potabile è ancora una chimera, mentre l'insicurezza e la delinquenza dilagano e la penetrazione del narcotraffico è ormai un fatto acquisito, non solo per le 4000 piste di atterraggio e decollo presenti nel territorio, ma anche per il controllo che queste mafie hanno di interi settori del Paese.

Insomma, un Paese trasformato in una piramide dove il vertice corrotto nuota nell'oro e la base più povera viene assistita con elargizioni che la mantengono nel suo stato di indigenza, non avendo come fine l'elevazione sociale, ma politicamente fedele. Il tutto a scapito di una maggioranza di persone oneste che vedono la qualità della loro vita ulteriormente peggiorata, e che, non essendo utili alla favola, troveranno nel silenzio del 18 febbraio il loro "urlo" di protesta.

La Presidente Kirchner ha detto l'altro giorno, di fronte ai soliti fans della Campora riuniti nel patio della casa Rosada: "Noi restiamo con il canto, l'allegria e a loro (i partecipanti alla manifestazione, ndr) lasciamo il silenzio, che sempre gli è piaciuto perché non hanno niente da dire o perché non possono dire quello che pensano". Diceva Hemingway: "Ci vogliono due anni per apprendere a parlare e 60 per imparare a rimanere in silenzio". Cristina ne sta per compiere 62, però, viste queste parole usate per commentare una manifestazione in ricordo di un servitore dello Stato morto nel compimento delle sue funzioni, non credo avremo tanta fortuna. 



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