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GUERRA IN LIBIA?/ SI. L'ex militare: per l'Italia è una questione di sopravvivenza

Pubblicazione:martedì 17 febbraio 2015

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E’ facile immaginare come userebbero l’immigrazione: come arma nei nostri confronti. Arma che tra l’altro usò a modo suo anche Gheddafi, che in realtà è stato artificioso definire un alleato. Il Colonnello era un ex nemico di fronte a cui ci siamo calati le braghe e che in qualche modo siamo riusciti a controllare patteggiando. Pensare però di fare la stessa cosa con l’Isis è impossibile.

 

Occorre intervenire solo a Derna, dove c’è l’Isis, o in tutta la Libia?

Questa è una distinzione che non ha senso in termini militari. Creare una sorta di testa di ponte dove ci interessa e aspettare che gli altri possano eventualmente operare una pressione su di noi non ha molto senso. In Libia a questo punto o non ci si va o ci si va punto e basta. Ma questa è una cosa che prima di tutto dovremmo fare noi.

 

La Libia però non è un tutt’uno ma un Paese molto frammentato…

Non riesco a capire distinzioni basate su singole zone di territorio. Potrebbe poi girare questa domanda a un vertice miliare, perché io non ho una cognizione così estesa, ma mi sembra veramente difficile che in una situazione come quella libica si possa pensare di sbarcare e occupare soltanto una parte del territorio. Occorre fare una guerra per ricacciare i jihadisti al di là dei confini, oppure accontentarsi di occupare le coste e le zone da cui ci approvvigioniamo di gas e petrolio.

 

Le tribù quale ruolo giocherebbero in questa guerra?

Salvini ha dichiarato che bisognerebbe prima cercare di identificare le tribù disposte a collaborare e senz’altro mi sembra sensato. Ormai però il tempo stringe e temo che non ci sia più molto spazio per un lavoro del genere. Se qualcuno poi riesce a identificare le tribù che vedrebbero di buon occhio il nostro intervento per cercare di appoggiarci a queste ultime, è evidente che sarebbe una cosa positiva. Occorre cercare di selezionare degli alleati affidabili.

 

L’Egitto potrebbe essere uno di questi alleati?

L’Egitto di fatto lo è già perché sta attaccando le postazioni in Libia. Il Cairo per il momento, se non cambia idea, è sicuramente dalla nostra parte, come lo sarebbe nei confronti di chiunque sia pronto a intervenire contro l’Isis.

 

Come reagirebbe il mondo arabo a un intervento dell’Italia in Libia?

Porsi questo problema è solo un modo per non cogliere qualcosa che va al di là di questi fronzoli della politica. Siamo in una situazione geopolitica di sopravvivenza. Considerazioni di questo genere si fanno quando non c’è un’emergenza, preoccuparsi del resto mi sembra ridicolo. M.i auguro che almeno sulla Libia il governo non sia diviso

 

L’Esercito italiano ha la preparazione necessaria per affrontare questa guerra?



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COMMENTI
17/02/2015 - Complimenti. Ha colto il problema (Rodolfo Spezia)

Il problema vero è che il popolo italiano non è preparato a NIENTE (almeno nella stragrande maggioranza), altrimenti quello che hanno fatto i politici italiani avrebbe provocato una rivoluzione. Invece sono tutti indifferenti e abulici, tanto credono sempre che le cose si risolvano per incanto. E chi governa e chi crea e diffonde le notizie ha creato questa mentalità, e sono loro i veri colpevoli. Ma in Italia nessuno paga per i disastri che provoca, soprattutto se si è sistemato in una poltrona protetta dalla politica e dai poteri forti.