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GUERRA IN LIBIA/ Jean: solo l'Egitto (e non l'Onu) può spingere i libici all'accordo

Pubblicazione:giovedì 19 febbraio 2015

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“Il Califfato sarà fatto a pezzi dagli stessi libici. Nell’ex terra di Gheddafi ci sono circa 300-350 milizie, alcune delle quali non hanno affatto visto di buon occhio l’ascesa dell’Isis, e lo stanno già combattendo apertamente”. Lo afferma il generale Carlo Jean, esperto strategico e militare, secondo cui “le condizioni che hanno permesso allo stato islamico di svilupparsi in Siria e Iraq non sono presenti in Libia”. Mentre l’Italia e gli altri Paesi occidentali devono ancora decidere il da farsi (intanto, la Libia ha chiesto all’Onu, il cui Consiglio di sicurezza si è riunito ieri sera, di togliere l'embargo sulle armi), ieri si è registrato il primo blitz di terra dell’Egitto con un’incursione delle forze speciali contro Derna. Per il generale Jean, “l’Isis in Libia è stata una montatura. Un’analisi strategica e demografica delle varie fazioni tribali e religiose presenti sul terreno ridimensiona notevolmente l’importanza del califfato. Rimane invece inalterata l’importanza di Al Qaeda, che però in questo momento ha tutti contro di sé”.

 

Quanto è pericoloso l’Isis in Libia?

Lo stato islamico in Libia è un fenomeno completamente differente da quello in Siria ed Iraq. In questi due Paesi ha trovato le condizioni locali favorevoli per svilupparsi. In Libia queste condizioni non ci sono, se non cooptando i militanti di qualche altro gruppo. In questo modo però l’Isis si fa nemici proprio questi gruppi.

 

Può spiegare meglio questa differenza?

In Iraq e Siria l’Isis è stato appoggiato dalle formazioni sunnite che vedono nel califfato una possibilità di vendicarsi nei confronti di sciiti e curdi. In Libia invece c’è una miriade di milizie ben radicate sul territorio e che sono collegate a tribù e autorità locali. L’Isis non può quindi reclutare in massa nuovi uomini, se non affiliandosi ad altri gruppi. In questo modo si mette però in rotta di collisione con altre milizie, e di conseguenza rischia di essere fatto fuori dagli stessi libici.

 

Da quali gruppi in particolare?

Le milizie di Misurata stanno già attaccando lo stato islamico a Sirte, dove l’Isis aveva trovato l’appoggio degli ex seguaci di Gheddafi. A Derna lo stato islamico si è diffuso soprattutto con l’aiuto di quanti combattevano in Siria e in Iraq. Il califfo Al-Baghdadi ha ordinato loro di tornare a combattere in Libia, in modo tale da estendere il territorio dello stato islamico e dare ai musulmani l’idea che il califfato stia vincendo e si stia espandendo.

 

Fino a che punto è riuscito in questa impresa?


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