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GUERRA IN LIBIA/ Polito: Egitto-Italia, il "tandem" che  può risolvere la crisi Made in Usa

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Abdel Fattah Al-Sisi  Abdel Fattah Al-Sisi

Quanto sta avvenendo è innanzitutto una “guerra civile” all’interno del mondo musulmano. Molti la interpretano come una guerra dell’islam contro l’occidente, ma io ritengo che sia una guerra essenzialmente interna che poi comporta come conseguenza anche degli attacchi contro l’Europa. Se l’occidente si schiera viene tirato dentro e diventa terreno di battaglia come è avvenuto a Parigi e Copenhagen. Il cuore della guerra però non è qui da noi ma in Medio Oriente, e la vicenda del Qatar lo conferma.

 

In che modo?

Ci sono dei Paesi musulmani che stanno appoggiando gli islamisti e altri che li combattono. Noi dobbiamo avere l’intelligenza di aiutare i Paesi musulmani che combattono l’islamismo, e l’ideale sarebbe che lo facessimo in modo tale da non tirarci dietro l’accusa di colonialismo o di voler usare la potenza occidentale per schiacciare la libera determinazione dei popoli. Ma sostenere i Paesi che combattono l’islamismo, a partire dall’Egitto, è un fatto indispensabile. In Medio Oriente gli Usa hanno fatto una serie di errori a non finire.

 

L’Italia dovrà cercare di affrancarsi da Washington?

Gli Stati Uniti sbagliano, ma gli altri non fanno niente. Non sempre le scelte di Washington hanno avuto successo, ma gli Usa sono stati gli unici ad avere una politica estera in questi decenni. Il problema dell’Italia non è quello di svincolarsi dal rapporto con gli Stati Uniti. Casomai la questione è che oggi gli Stati Uniti hanno disinteresse per le crisi a noi più vicine, e che comportano più pericoli per noi. In Medio Oriente si scontano gli errori di isolazionismo dell’amministrazione Obama, che ha creduto di potersi distaccare dalla crisi in quell’area, e si è trovata con lo stato islamico nei territori dove il generale Petraeus fino a qualche anno fa era riuscito a riportare un po’ di calma.

 

L’Italia dovrebbe anche investire di più in armamenti?

Se l’Italia e nel complesso l’Europa hanno l’intenzione di giocare un ruolo nel mondo, devono avere anche una forza militare. Si può decidere se costruirla su scala continentale, oppure avere forze armate dei singoli Paesi. Ma certamente l’Europa disarmata non conta nulla sulla scena internazionale. Lo documenta quanto sta avvenendo in Ucraina, dove il puro uso delle forza militare da parte di Putin sta ottenendo risultati cercati, mentre l’Europa non ha nessuna capacità di deterrenza.

 

(Pietro Vernizzi)



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