BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

LIBIA vs ITALIA/ Farouq: il vero obiettivo dell'Isis è colpire papa Francesco

InfophotoInfophoto

I militanti dell’Isis sono soltanto dei tagliagole e da soli non potrebbero fare nulla senza il sostegno finanziario e le armi di Turchia, Qatar e Arabia Saudita. Ciò che ci dobbiamo chiedere è chi stia acquistando petrolio dallo Stato Islamico e chi stia facendo propaganda in suo favore.

 

Chi sta facendo propaganda per l’Isis?

Al-Jazeera, dopo l’attacco egiziano contro le basi dell’Isis in Libia, ha affermato che nei raid sarebbero rimasti uccisi dei civili tra cui un bambino. Si è poi scoperto che queste persone sono morte per una fuga di gas notturna avvenuta nella loro casa. E’ nostro dovere denunciare questa ipocrisia. Per Matteo Renzi, “il tema è molto delicato e serio, ma non servono esagerazioni, non siamo sotto attacco, non possiamo sottovalutare niente. Serve fermezza e non fughe in avanti”.

 

Che cosa ne pensa della posizione italiana?

Il vero rischio non è un lancio di missili contro l’Italia, che ritengo del tutto inverosimile. Il pericolo è un attacco terroristico contro il Vaticano e Papa Francesco. Queste persone cercano simboli, e colpire un simbolo come il Vaticano scatenerebbe il desiderio di guerra del mondo occidentale. Piazza San Pietro è un luogo altamente simbolico non solo per i cristiani, ma per l’Europa intera.

 

Quali sono le probabilità che questo attentato riesca?

Lo Stato Islamico è in grado di organizzare un attentato contro il Vaticano, e il motivo è che riceve sostanziosi finanziamenti dai Paesi del Golfo Persico. Dobbiamo temere un’azione compiuta da militanti che vivono in Europa, e che sono sostenuti dalle monarchie della Penisola Arabica e dai milionari wahabiti. Ci sono centinaia di milioni di euro l’anno che entrano in Europa dagli Stati del Golfo.

 

Che cosa ne pensa del dibattito sull’Islam in corso in Italia?

Da un lato c’è la Lega nord secondo cui l’Islam in quanto tale andrebbe respinto. Dall’altra la sinistra italiana risponde che in nome della democrazia va accettato anche lo stesso islamismo. Nessuna delle due parti comprende però i veri termini della questione. Il punto è che l’islamismo, inteso come attività politica che utilizza la religione quale suo programma, è ugualmente pericoloso per l’Europa e per l’Islam stesso. Ogni volta che si riduce l’Islam a una dottrina politica, la conseguenza diretta è che ci sono delle persone che uccidono e che sono uccise in suo nome. Il pericolo non sono i musulmani ma l’islamismo.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.