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ITALIA IN LIBIA?/ Castagnetti: il vero rischio è un attentato in Piazza san Pietro

Caos in Libia (Infophoto) Caos in Libia (Infophoto)

Quando minacciano di conquistare Roma certamente no. Non credo neppure che l’Isis possieda missili con una gittata tale da raggiungere la Sicilia o Pantelleria, e comunque sarebbero azioni che non porterebbero a nulla. Il mio timore è quello di un attentato terroristico in grande stile, specialmente quando il Papa parla in piazza San Pietro e ci sono 100mila persone ad ascoltarlo.

 

Lei come vede il ruolo dell’Egitto in Libia?

Innanzitutto l’Egitto confina con la Libia, da Tobruk al confine egiziano ci sono un centinaio di chilometri. Quella del Cairo inoltre è una reazione naturale dopo la decapitazione dei 21 copti, un po’ come è avvenuto con la Giordania dopo che è stato ucciso il pilota Muadh al Kassasbe.

 

Che cosa ci può insegnare per quanto riguarda la Libia l’esperienza del contingente italiano in Libano?

Ci può insegnare che è possibile istituire una coalizione internazionale formata da Paesi europei, perché è già successo. Tenendo però sempre presente che quella in Libano era una missione di peace keeping, mentre se andiamo in Libia sarà una missione di peace enforcement. La pace in Libia va creata da zero perché non c’è: è una differenza fondamentale.

 

(Pietro Vernizzi)

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