BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CRISTIANI RAPITI DALL'ISIS/ Douad: il nostro desiderio della vita è più forte della morte

Infophoto Infophoto

Ritengo che non sia un caso che Israele abbia stabilito dei collegamenti costanti con la zona del nord dell’Iraq e del Kurdistan. In quest’area hanno comprato dei terreni molto vasti e c’è una grande comunità ebraica che sta crescendo. Israele mira a espandersi dal fiume Eufrate fino al Nilo. Non dimentichiamoci che l’Isis è sempre più presente nella stessa area, dal Sinai fino a Mosul, e in questo modo favorisce molto il progetto sionista che mira a impadronirsi di risorse come il petrolio e a indebolire politicamente quest’area.

 

Com’è la vita quotidiana di un cristiano a Damasco?

Un’ora prima che lei mi chiamasse sono uscito per fare la spesa, per strada ho sentito un colpo e un mortaio è caduto accanto a me. Il mio quartiere si affaccia sulla zona controllata dai gruppi ribelli, a circa un chilometro e mezzo di distanza, e siamo abituati a convivere con questi colpi di mortaio e con il lancio di missili Katiuscia. Ormai fanno parte della vita quotidiana. Uno esce di casa già consapevole che può arrivare un colpo di mortaio quando meno se lo aspetta. Nonostante tutto ciò noi viviamo con una grande gioia, le chiese sono affollate di gente, gli oratori sono una realtà viva e piena di giovani. Il desiderio della vita è più forte di qualsiasi volontà di morte e di qualsiasi disperazione.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.