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STATO PALESTINESE?/ Mario Mauro: un voto grottesco che spacca il Pd e "premia" Israele

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Per le strade di Gaza (Infophoto)  Per le strade di Gaza (Infophoto)

L’Italia ha un rapporto particolarmente vissuto e problematico con i palestinesi. Non di rado le loro vicende hanno attraversato la nostra storia con non poche ombre. Ne è un esempio il caso dei “si dice” che hanno imperversato anche su noti attentati. La verità però è che c’è stato un patto documentato dalla storia, e gestito da Aldo Moro.

 

Qual era il senso di questo patto?

Questo patto ha coinvolto gli uomini dell’Olp perché non avvenissero attentati terroristici sul nostro territorio. C’è una storia del rapporto Italia-Palestina che passa anche attraverso le politiche di uomini come Giulio Andreotti e Aldo Moro. Una storia che veniva percepita come un vulnus dalle amministrazioni israeliane.

 

Nella seconda repubblica le cose sono cambiate?

Sì, ben diverso è stato l’atteggiamento di forze politiche come Forza Italia e Alleanza Nazionale. Il Pd invece su questa questione assomma tutte le contraddizioni possibili. Tutto ciò si è condensato in un voto che non è né carne né pesce, e che ciascuno è libero di interpretare come meglio crede.

 

Com’è in questo momento la situazione per quanto riguarda l’allerta terrorismo in Italia?

Va riconosciuto che il nostro sistema ha fatto un ottimo lavoro, dove per sistema si intendono i servizi ma anche il monitoraggio compiuto sia dal ministero dell’Interno sia dagli organismi presenti negli altri ministeri come quello della Difesa. Il numero dei foreign fighters dell’Isis provenienti dall’Italia è comunque inferiore a quello degli altri Paesi europei. Non a caso gli attentati sono stati compiuti negli Stati da cui parte il maggior numero di foreign fighters.

 

Significa che la minaccia diretta per l’Italia per il momento è moderata?

No, la minaccia è reale e inquietante, perché inquadra il target italiano con altri presupposti: la presenza del Santo Padre, in un contesto in cui l’Italia ha scelto di affiancare la coalizione che sta operando per contrastare Isis. Sono entrambe due ottime ragioni perché una realtà, per quanto complessa e articolata come quella dello stato islamico, inserisca l’Italia nella lista dei suoi nemici giurati.

 

(Pietro Vernizzi)



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