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ISIS/ Pilota bruciato vivo, la Giordania risponde: giustiziata la terrorista Sajida al-Rishawi

All’alba è arrivata la risposta di Amman. È stata infatti impiccata Sajida al-Rishawi, di cui i jihadisti avevano chiesto il rilascio in cambio del giornalista e del pilota

foto:Infophoto foto:Infophoto

Bruciato vivo in una gabbia, poi ricoperto di macerie. È questa l’atroce fine che l’Isis ha riservato al pilota giordano Muadh al-Kasasibah, catturato il 24 dicembre dopo essere precipitato in Siria nella zona di Raqqa con il suo caccia F-16. E all’alba è arrivata la risposta di Amman. È stata infatti impiccata Sajida al-Rishawi, la terrorista irachena di cui i jihadisti avevano chiesto il rilascio in cambio del giornalista nipponico Kenji Goto e del pilota giordano. Una trattativa che si era conclusa con l’uccisione del reporter. Sajida al-Rishawi era in carcere e stava scontando l’ergastolo in Giordania. Nel 2005 partecipò a una missione suicida in un hotel di Amman insieme a tre terroristi, tra cui il marito. I tre complici saltarono in aria, facendo morire una cinquantina di persone. Mentre il suo giubbetto con esplosivo non si innescò, la terrorista cercò quindi di dileguarsi tra la folla ma fu riconosciuta e arrestata. Ma torniamo alla trattativa. L’Isis aveva diffuso un video con fermo immagine di Goto che teneva in mano la foto del pilota: siamo a gennaio inoltrato. Mentre già il 3 gennaio il pilota era stato ucciso in maniera atroce. Poi il 31 gennaio l’uccisione del reporter, decapitato. "Il sangue del martire non sarà stato versato invano e la vendetta sarà proporzionale a questa catastrofe che ha colpito tutti i giordani", ha detto il portavoce, generale Mamduh al-Amiri. Da qui la vendetta, altrettanto atroce, che ha visto giustiziare la terrorista. (Serena Marotta)

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