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GUERRA IN UCRAINA?/ Putin cerca lo scontro, vuol espandersi fino all'Europa

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Angela Merkel e Vladimir Putin (Infophoto)  Angela Merkel e Vladimir Putin (Infophoto)

A differenza della politica interna, in politica estera Obama gode di un certo sostegno dei Repubblicani. La Casa Bianca sta però cercando di mettere ordine a una politica estera confusa e fallimentare. In Europa Orientale prima ha minacciato Putin, poi si è ricreduto, e ancora adesso non si capisce se Kerry sia o meno pronto a inviare armi agli ucraini per consentire loro di difendersi dall’aggressione russa. Siamo per fortuna nella fase finale dell’era Obama, e possiamo solo augurarci che il suo successore alla Casa Bianca abbia un diverso spessore internazionale.

 

Qual è invece l’obiettivo di Putin?

Putin è un personaggio insieme semplicissimo e molto complesso. Semplicissimo perché è un uomo del Kgb, e quindi si adatta alle circostanze in modo camaleontico come l’acqua si adatta al contenitore.

 

E in che senso sarebbe complesso?

A essere molto complessa è la sua strategia totalitaria, che mira all’avanzamento imperiale della Russia quando ciò è possibile. Quando invece non è possibile ci si ferma tatticamente e si prova da un’altra parte. La strategia di Putin in questo momento è quella di neutralizzare l’Ucraina, impedendole un ulteriore avvicinamento a Nato e Ue. Per farlo la Russia vuole occuparne una parte, esattamente come è avvenuto in Georgia, Moldova, Abkhazia e Transnistria.

 

A che punto intende fermarsi Putin?

La Russia di Putin è uno Stato totalitario che nasce sotto il segno della guerra, e che non può fare altro che avanzare se non vuole retrocedere rovinosamente. Secondo tutti gi analisti più importanti, Putin non si fermerà mai e se incontrerà resistenze raddoppierà la posta come fa un giocatore d’azzardo.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
09/02/2015 - Stato che nasce sotto il segno della guerra? (Romano Mirani)

Con questa pregiudiziale inutile discutere tutto il resto. L'Ucraina ha subito un colpo di Stato di matrice filo-occidentale sostenuto da un partito filo-nazista, finalizzato a portare i missili Nato a ridosso dei suoi confini (erano ben altri gli accordi del passato, altro che "Stato che nasce sotto il segno della guerra") cui la Russia ha (forse inaspettatamente) risposto occupando con un blitz la Crimea (assolutamente vitale in chiave difensiva), se avesse voluto sarebbe arrivata a Kiev in un pomeriggio, perché Putin non lo ha fatto allora? Da che parte stanno i guerrafondai? La strategia di accerchiamento che la Russia sta subendo da due decenni entra ora nel cuore della sua sfera di interessi, nel paese ex alleato la cui capitale (Kiev) è stata la sua prima capitale. Ma siccome dall'altra parte ci sono i "democratici" Putin dovrebbe dire "accomodatevi"? Forse è meglio che ci togliamo la maschera ipocrita di "impero del bene" e guardiamo più disincantati a quanto sta succedendo ai nostri confini e soprattutto chi sta provocando ovunque disordine e caos che poi non riesce (o non vuole) piu' controllare, chi sta cercando di destabilizzare delle aree ai nostri confini d'Europa che da decenni avevano un equilibrio politico ed ora sono vere e proprie polveriere, cerchiamo di capire chi sono i veri aggressori e chi sono i nostri alleati (ammesso che ve ne siano).

 
09/02/2015 - pugno sul naso (gianni baleani)

Abbiamo costretto la Russia in un angolo (l'intoccabile binomio dollaro-petrolio) per assoggettarci in tutto agli Usa che in politica estera sono disastrosi. Ci stupiamo oggi si ci tirano un pugno sul naso o un calcio dove non batte il sole? Tanto per citare le parole del Santo Padre. Hanno fatto poco i russi, conoscendoli faranno di peggio. La strada è solo una: un ingresso della Russia nell'Unione Europea e un'alleanza in funzione anti terrorismo islamico (vedi Cecenia). Mi domando: i nostri politici sono pagati solo dagli americani? Consiglio a Putin di aprire il portafoglio.