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GUERRA IN UCRAINA?/ Putin cerca lo scontro, vuol espandersi fino all'Europa

Pubblicazione:lunedì 9 febbraio 2015

Angela Merkel e Vladimir Putin (Infophoto) Angela Merkel e Vladimir Putin (Infophoto)

Rinvio a mercoledì per il vertice a quattro tra Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko. Ieri la conference call tra i quattro leader non ha prodotto risultati, e si è deciso di rinviare tutto di tre giorni nella speranza di trovare un accordo. L’obiettivo è quello di “continuare a lavorare a un pacchetto di misure nel quadro degli sforzi per una soluzione globale del conflitto nell’Est”. Ne abbiamo parlato con Dario Fertilio, giornalista e scrittore, presidente di Libertates.com, associazione di ispirazione liberale.

 

Com’è in questo momento la situazione sul terreno in Ucraina?

La situazione è più favorevole a Putin e alla Russia, perché sul terreno stanno avanzando i separatisti e i soldati russi non ufficiali, con una serie di equipaggiamenti molto forti. Quello dell’Ucraina invece è un esercito semi-professionale, con un equipaggiamento inferiore. In questo momento Putin è il più forte, e l’unica vera arma che possono mettere sul campo la Merkel e Hollande è la forza militare di pronto intervento che la Nato ha organizzato lungo i confini orientali dell’Ue.

 

Perché questo stallo nelle trattative?

La Crimea è un punto quasi intrattabile per gli occidentali. Putin è convinto che “dove c’è un russo c’è la Russia”. Di fronte a questo non può che esserci un’occupazione militare, e la trattativa con l’Occidente non può avere nessun esito positivo.

 

Perché la Crimea è così vitale per Putin?

Dopo averla occupata e invasa, se dovesse per caso rimetterla in discussione significherebbe la sua fine politica. Perderebbe cioè qualsiasi credibilità di fronte al suo elettorato, che è insieme nazionalista e nostalgico della potenza sovietica.

 

Quindi il piano Merkel-Hollande è destinato a fallire?

Il piano Merkel-Hollande ha poche chance. Può al massimo ottenere un congelamento tattico della situazione. E’ riuscito di fatto a portare all’apertura di un corridoio umanitario, per fare sfollare i civili dalle zone più martoriate dalla guerra. Oltre a questo diventa però difficile, perché se, come sembra, Putin chiede di fatto un’autonomia dell’Ucraina orientale tale da poterla amministrare da Mosca, non credo che Merkel e Hollande possano accettare, a meno di trovarsi con le spalle al muro per motivi economici o militari.

 

La politica di Obama in Ucraina è condizionata dai Repubblicani che hanno la maggioranza al Congresso?


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COMMENTI
09/02/2015 - Stato che nasce sotto il segno della guerra? (Romano Mirani)

Con questa pregiudiziale inutile discutere tutto il resto. L'Ucraina ha subito un colpo di Stato di matrice filo-occidentale sostenuto da un partito filo-nazista, finalizzato a portare i missili Nato a ridosso dei suoi confini (erano ben altri gli accordi del passato, altro che "Stato che nasce sotto il segno della guerra") cui la Russia ha (forse inaspettatamente) risposto occupando con un blitz la Crimea (assolutamente vitale in chiave difensiva), se avesse voluto sarebbe arrivata a Kiev in un pomeriggio, perché Putin non lo ha fatto allora? Da che parte stanno i guerrafondai? La strategia di accerchiamento che la Russia sta subendo da due decenni entra ora nel cuore della sua sfera di interessi, nel paese ex alleato la cui capitale (Kiev) è stata la sua prima capitale. Ma siccome dall'altra parte ci sono i "democratici" Putin dovrebbe dire "accomodatevi"? Forse è meglio che ci togliamo la maschera ipocrita di "impero del bene" e guardiamo più disincantati a quanto sta succedendo ai nostri confini e soprattutto chi sta provocando ovunque disordine e caos che poi non riesce (o non vuole) piu' controllare, chi sta cercando di destabilizzare delle aree ai nostri confini d'Europa che da decenni avevano un equilibrio politico ed ora sono vere e proprie polveriere, cerchiamo di capire chi sono i veri aggressori e chi sono i nostri alleati (ammesso che ve ne siano).

 
09/02/2015 - pugno sul naso (gianni baleani)

Abbiamo costretto la Russia in un angolo (l'intoccabile binomio dollaro-petrolio) per assoggettarci in tutto agli Usa che in politica estera sono disastrosi. Ci stupiamo oggi si ci tirano un pugno sul naso o un calcio dove non batte il sole? Tanto per citare le parole del Santo Padre. Hanno fatto poco i russi, conoscendoli faranno di peggio. La strada è solo una: un ingresso della Russia nell'Unione Europea e un'alleanza in funzione anti terrorismo islamico (vedi Cecenia). Mi domando: i nostri politici sono pagati solo dagli americani? Consiglio a Putin di aprire il portafoglio.