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ISIS/ 1. Jean: Tikrit, una sconfitta che potebbe liberarci dello stato islamico

Pubblicazione:giovedì 12 marzo 2015

Soldato iracheno (Immagine dal web) Soldato iracheno (Immagine dal web)

Continuano gli scontri tra Isis e l'esercito di Assad da un lato e le formazioni che fanno capo ad Al Qaeda dall'altro.

 

Da quello che sappiamo non sembra che l'esercito siriano sia così attivo nel fronteggiare le forze islamiste.

Direi che non è così: l'esercito siriano ha riconquistato la zona di Aleppo e mantiene il territorio del corridoio strategico che parte da Damasco per giungere fino alla zona alawita.

 

L'Iraq ha le forze per chiudere la partita? L'Isis sta davvero declinando come dicono in molti?

C'è un effettivo declino dell'Isis ed è dovuto soprattutto alla necessità strategica di occupare il territorio. L'Isis però, ricordiamolo, ha dato vita al califfato con strutture amministrative, una notevole propaganda, e l'utilizzo del petrolio del nord dell'Iraq, anche se l'aviazione americana ha distrutto i due terzi delle raffinerie di petrolio utilizzate dall'Isis. Sembra infatti che il profitto giornaliero sia caduto da quattro milioni di dollari a uno e mezzo. Comunque hanno ancora notevoli fondi per pagare i foreign fighters che sono attirati qui dall'allettante stipendio: non vengono solo per Maometto ma soprattutto per i petrodollari.

 

Ma come funziona il commercio petrolifero dell'Isis? Chi lo compra?

Il contrabbando di petrolio è basato sulla rete costruita al tempo dell'embargo petrolifero imposto a Saddam Hussein durato una dozzina di anni, una rete di contrabbando che si avvale anche del fatto che nel nord dell'Iraq ci sono piccoli giacimenti con vicino raffinerie che permettono di vendere prodotti raffinati al 50% del costo di mercato.

 

Che succederà una volta caduta Tkrit?

La caduta di Tikrit avrà sicuramente dei riflessi sulla capacità di tenuta dell'Isis, in quanto l'alone di invincibilità che avevano i miliziani islamici per la prima volta verrà intaccato. Questo si ripercuoterà in Libia, dove le forze dell'Isis sono solo poche centinaia di combattenti, anche se al Baghdadi ha inviato qui un emiro mentre un predicatore è giunto dallo Yemen. Ma c'è un altro dato di fatto che rischia di essere trascurato.

 

Ci dica.

Il problema che viene sottovalutato è quello che resta di Al Qaeda che a differenza dell'Isis non è vulnerabile perché non ha un territorio. Si immergono tra la popolazione e non vengono trovati e quindi non si possono attaccare. 

 

Il fronte dell'estremismo islamico arriva fino in Nigeria, dove Boko Haram pochi gironi fa ha annunciato l'alleanza ufficiale con Isis.

Sì, ma è pura propaganda per aumentare la propria importanza. La distanza territoriale impedisce ogni collegamento pratico, non possono certo fare fronte unitario.



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