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ISIS/ 1. Jean: Tikrit, una sconfitta che potebbe liberarci dello stato islamico

Da ieri forze dell'esercito iracheno e miliziani sciiti sono entrati nella roccaforte dell'Isis a Tkrit (Iraq), una battaglia che potrebbe segnare una svolta decisiva. CARLO JEAN

Soldato iracheno (Immagine dal web) Soldato iracheno (Immagine dal web)

L'esercito iracheno supportato dai miliziani sciiti è entrato ieri nei sobborghi della città di Tikrit, dopo la capitale Mosul la seconda roccaforte dello stato islamico, e sta cercando di avanzare verso il centro. La caduta di Tikrit sarebbe certamente una svolta nella guerra all'Isis. Come spiega a ilsussidiario.net il generale Jean, questa è una conseguenza dell'impossibilità da parte delle milizie islamiche, che contano su un numero ridotto di effettivi, di controllare tutto il vasto territorio che costituisce lo stato islamico e anche la conseguenza di importanti errori strategici, come il tentativo di conquistare la città di Kobane in Siria dove hanno subito forti perdite. Ma la caduta di Tikrit significherebbe soprattutto la fine del mito di invincibilità dell'Isis, con conseguenze anche in Libia.

 

L'esercito iracheno ha sferrato un significativo attacco alla città di Tikrit. Questo significa che le truppe di Baghad dopo quasi un anno di nulla di fatto si sono finalmente riprese?

Innanzitutto, lo scorso agosto, quando è cominciata l'offensiva di Isis, abbiamo assistito al completo collasso di ben sei divisioni dell'esercito iracheno nel nord del paese. Questo ha permesso quella rapida avanzata dell'Isis da Mosul fino a Tikrit e fino a Samarra, a pochi chilometri da Baghad...

 

L'esercito iracheno è dunque tornato efficace?

L'esercito iracheno in tutto questo periodo di tempo è stato fortemente aiutato dagli Stati Uniti e dall'Iran; i primi con armi che erano depositate in Kuwait e con l'invio di più di 1500 addestratori sul territorio.

 

I bombardamenti aerei che durano da mesi sono stati importanti? 

Senza un'azione di terra come quella a cui stiamo assistendo adesso non è possibile sconfiggere un nemico come questo, che è un esercito, non si tratta di bande di terroristi. Un esercito, poi, inquadrato da ex ufficiali di Saddam Hussein, dunque efficace.

 

I miliziani sciiti che stanno prendendo parte all'attacco di Tikrit sono iraniani?

No, sono iracheni, alcuni più legati a Baghdad, altri autonomi, inquadrati da guardie della rivoluzione islamica iraniana. Ma l'impegno iraniano è stato sicuramente forte, soprattutto con il rifornimento di armi, munizioni, personale di inquadramento e di intelligence.

 

Le cartine che vediamo sui media ci mostrano una presenza dell'Isis sul terreno a macchia di leopardo, sfrangiata: questo fa parte di una strategia?

Questo tipo di presenza è dovuta al fatto che per via degli effettivi ridotti Isis non è in grado di avere il controllo completo dell'ampio territorio in modo efficace, eccetto nelle zone per loro critiche di Mosul e del territorio siriano.

 

A proposito di Siria, come è la situazione sul fronte curdo?