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Esteri

ISIS/ Perché nessuno parla del bimbo italiano nelle mani dei jihadisti?

Mohammed Emwazi (Jihadi John), simbolo dello stato islamico (Immagine dal web)Mohammed Emwazi (Jihadi John), simbolo dello stato islamico (Immagine dal web)

La propaganda è una delle loro armi migliori, ormai la guerra si combatte anche e soprattutto con disinformazione e propaganda e i miliziano dell'Isis la usano in modo magistrale, dal loro punto di vista. Sono talmente spregiudicati da usare perfino i bambini, ma questo fa presa sul loro serbatoio di jihadisti e fa paura a noi. Ottengono così un doppio risultato. Su questo sono ancora imbattibili, sono più efficaci di qualsiasi propaganda o comunicazione occidentale che non riesce a stare al passo con loro. Sono stati capaci di inventarsi la bandiera nera su San Pietro e ne parla tutto il mondo.

 

Le risulta che ci sia un apporto di combattenti, forse anche armi e fondi, dalla Cecenia e dal Caucaso?

Dalla Cecenia non mi risulta. So che c'è una brigata caucasica composta da caucasici e non solo, si tratta di truppe d'assalto, gente molto decisa e combattiva, che viene continuamente rinnovata. Un loro comandante ad esempio è morto e subito è stato sostituito con un altro. Il trait d'union con il Caucaso esiste da tempo e continua ad andare avanti. 

 

Ci sono anche occidentali che vanno a combattere contro gli islamisti...

Sì; al proposito c'è il caso di un ex agente svizzero cristiano che è andato a combattere insieme ai curdi. Al suo ritorno, qualche giorno fa, è stato arrestato dalle autorità svizzere. Un caso alquanto inquietante, visto che non si ferma chi va a combattere con i terroristi ma si arrestano quelli che li combattono…

 

A proposito, è giunta notizia da parte turca che le tre ragazzine inglesi fuggite in Siria siano state aiutate a passare il confine grazie all'aiuto di agenti di uno dei paesi della coalizione anti-Isis. Come valuta questa notizia? Ambiguità turche o debolezze occidentali? 

Mah, i turchi ne combinano di tutti i colori. Ricordiamoci il bambino kosovaro portato in Siria grazie ai turchi, poi recuperato e riportato a casa sempre dai turchi quando le autorità kosovare hanno protestato. Ci sono tantissimi bambini e minori che ovviamente arrivano in Siria accompagnati da qualche adulto, non ci possono arrivare da soli, e qualcuno li aiuta a passare il confine dalla Turchia. C'è anche un bambino italiano di adozione, di Longarone, figlio di una cubana che aveva sposato un bosniaco. Quest'uomo è fuggito in Siria con il bambino, poi è morto in combattimento e il bambino è rimasto lì.

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