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Esteri

GUERRA IN LIBIA/ Renzi fa un "patto" con Al Sisi e Putin ma si dimentica di Erdogan

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Far perno sulla rinnovata potenza egiziana, legata a sua volta alla Russia di Putin,  potrebbe essere un' ipotesi percorribile per l'Italia, ma l'asse Roma-Il Cairo-Mosca sarà davvero efficace solo se l'Italia sarà in grado di convincere i propri possibili alleati della necessità di includere tutta la Libia  — e non solo Tobruk e dintorni — nello sforzo diplomatico. L'Italia, agendo con questo spirito, potrebbe divenire il connettore diplomatico di questa "strana alleanza" anche se per farlo sarà necessario sacrificare, sull'altare della guerra al fondamentalismo, tutti quei blogger e attivisti politici che nell'ultimo anno sono morti nelle carceri egiziane (circa 80 secondo Amnesty International) e chiudere più di un occhio sul ruolo di Putin nella crisi in Ucraina.

 Ma il pragmatismo politico, o se si vuole la realpolitik, si sa, ha spesso generato strange bedfellows.

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COMMENTI
16/03/2015 - Renzi come un cagnolino (Moeller Martin)

Esiste un chiaro asse Mosca-Cairo in apppoggio a Tobruk, basato su interessi ed affinità ideologiche molto forti. I piani per la Libia sono chiari: riconquistare militarmente i territori attualmente controllati da islamisti vari. Del resto il governo di Tobruk è l'unica autorità libica riconosciuta da tutti compreso l'ONU ed è decisamente troppo ipocrita anche per la politica poi chiedere loro di arrivare a patti con forze dichiaratamente illegittime. Tempo di completare le forniture di armamenti all'Egitto e di dichiarare falliti gli attuali sforzi di 'pacificazione' dell'ONU, e la campagna militare parte. Altri player non sono previsti: né Turchia né Lega Araba (sotto sotto favorevole) e tantomeno USA o ONU. In questo scenario Renzi si sta comportando come un cagnolino che scodinzola attorno al tavolo per avere un boccone. L'Italia non è l'alleato di nessuno e non esiste nessun asse Mosca-Cairo-Roma, così come non sono disponibili ruoli di 'leadership diplomatica' sullo scenario. Renzi farebbe meglio a concentrarsi una volta tanto sugli interessi Italiani. Vi ricordate la prima guerra del golfo? L'Italia aveva partecipato allo sforzo bellico facendosi veramente onore, ma al momento della cerimonia a conclusione del conflitto ed alla distribuzione delle commesse siamo stati di fatto ignorati (se ricordo bene retrocessi in zona Singapore, che aveva inviato un paio di mezzi per la decontaminazione) per le dichiarazioni di Andreotti che riprendeva la disapprovazione del Papa.