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DIARIO USA/ Abdi Nur, pronto a morire (in Siria) per quel che non ha trovato a Minneapolis

Pubblicazione:martedì 24 marzo 2015

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Nessuno vuole morire, siamo fatti per la vita. Eppure per il sapore della vita sono pronto a morire. Un bisogno ed un'attrazione forti abbastanza da far cambiare rotta. Si chiama "conversione". Nel bene o nel male uno cambia vita.

Quello che sta succedendo, storie come quella di Abdi Nur, la Black List di coloro che sopravvissuti ad una guerra palese devono ora guardarsi le spalle da una ben più subdola, il collasso dello Yemen con la fuga dei consiglieri americani e la perdita di una sponda d'appoggio nella (inconcludente) lotta all'Isis, il disastro della Libia non ci raccontano solo la storia della fallimentare politica internazionale dell'Amministrazione Obama. Ci raccontano che il guscio comodo della nostra tiepida vita che vorremmo tranquilla, senza infamia e senza lode, scricchiola. La conversione alla violenza del sangue può cedere solo a quella della violenza dell'amore.



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