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CELLULE ISIS/ Fouad Allam: l'Italia è in pericolo, siamo in guerra

Pubblicazione:giovedì 26 marzo 2015

Abu Bakr al-Baghdadi, guida del califfato (Infophoto) Abu Bakr al-Baghdadi, guida del califfato (Infophoto)

Che sia efficace lo dimostra il fatto che non si sia interrotto il flusso di coloro che aderiscono all'Isis. Va detto che esiste una doppia propaganda, una di reclutamento e una che vuole dimostrare che lo stato jiahdista è uno stato ideale. Di fatto è un tipo di propaganda molto semplice, favorita dal linguaggio di Internet, degli sms e dei social network dove si fa uso di un linguaggio che riduce il pensiero e lavora essenzialmente sull'emozione, ben lontano dalla distanza critica.

 

Per molto tempo si è parlato dell'Italia come di una sorta di piattaforma di transito, non un luogo di attentati, è ancora così?

Nessun paese in Europa è al riparo dagli attentati. L'idea di transito è superata. La capitale del cristianesimo non è in Alaska ma è in Italia. Ci sono stati tentativi di attentati scoperti in tempo dai servizi segreti. L'idea di pensare che l'Italia sia una terra di transito non è più valida nel contesto attuale. Siamo in guerra, è questo che dobbiamo capire, non una guerra come quella del 1914-18 o del 1939-45, ma una guerra diversa e di nuovo tipo che si gioca a doppio livello, quello del terrorismo e quella esplicita in Siria e in Iraq. 

 

Gli sbarchi degli immigrati possono davvero coinvolgere infiltrati come sostiene qualcuno? 

Non esiste nessuna certezza scientifica. In questo tipo di situazione certi elementi possono passare anche di lì, anche perché usano sempre una strategia multiforme. Usano gli aerei di linea, ma possono passare anche attraverso l'immigrazione clandestina. Una completa l'altra: se un livello non funziona, funzionerà il secondo livello. 



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