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Esteri

DALLA GRECIA/ Le "sbandate" di Tsipras che mandano in tilt il Paese

Dopo l'accordo raggiunto con l'Europa, i guai per la Grecia non sembrano essere finiti. E aumentano i problemi per Alexis Tsipras, come ci spiega SERGIO COGGIOLA

Alexis Tsipras (Infophoto)Alexis Tsipras (Infophoto)

Finalmente una bella notizia in Grecia. La Deh (la società pubblica di elettricità) ha deciso, in accordo con il sindacato, di offrire ai suoi dipendenti una "indennità caffè e panino" dell'ordine di 6 euro giornalieri. Facciamo due calcoli: la società a controllo pubblico impiega circa 19.000 persone e per questa regalia dovrà sborsare circa 34 milioni di euro l'anno. Questi verranno prelevati dalle cassa della società, la quale, in ragione delle crisi che costringe famiglie e industrie a non poter pagare la bolletta, ha delle sofferenze di circa 2 miliardi. Strana coincidenza. Circa un anno fa una società siderurgica alle porte di Atene ha deciso di chiudere lo stabilimento dopo che aveva chiesto alla Deh un'agevolazione per il prezzo del costo energetico, richiesta che la società elettrica aveva rifiutato dicendo che non poteva vendere energia sottocosto. Conclusione: 74 lavoratori licenziati (prima della crisi erano 450).

La decisione è stata presa nei giorni in cui il governo sta cercando disperatamente fondi per far fronte agli obblighi del pagamento degli interessi sul debito. "Se sarà il caso spremeremo anche le pietre", ha dichiarato con la sua solita fantasia il ministro delle Finanze, Yanis Varufakis. La prima ipotesi. La seconda: "Stiamo valutando una tassa speciale per coloro che possono". Per il momento stanno raschiando il fondo del barile: dalle casse pensionistiche, dalle casse per i programmi agricoli, dalla casse degli ospedali. Indubbiamente le fantasiose dichiarazioni di Varufakis stanno innervosendo parecchi ministri, i quali, a fronte delle proposte del ministro, sostengono che le sue sono "ipotesi personali", oppure dicono semplicemente "chiedete a lui". Di sicuro si assiste a una polifonia di voci. E poi c'è stata la prima retromarcia: la tanto vituperata tassa sulla proprietà immobiliare - provvedimento che è stata una della cause della sconfitta di Samaras - che doveva essere abolita da Syriza e sostituita resterà in vigore anche per il 2015. Per il 2016 si vedrà.

"Due professori possono distruggere una società, tre un Paese", sosteneva Bismark. Beh, nel governo Tispras i professori sono parecchi, ognuno con la sua idea di teoria economica, ognuno con delle proposte, ognuno ignaro di quanto sta architettando l'altro. Eppure il governo dispone di un vice-primo ministro, responsabile dell'Economia e capo del team economico-finanziario. Nonostante ciò la coordinazione è assente. E così abbiamo un ministro che smentisce il suo segretario generale, un altro ministro che smentisce il suo sottosegretario. E tutto questo "brodo primordiale" finisce nei notiziari serali che sono diventati una vera tortura per chi vorrebbe capire che cosa realmente succede.

Per chi ascolta, cioè i greci, sta suonando l'allarme per l'evolversi della situazione. L'ultimo sondaggio dice che la condivisione delle linea del governo è scesa di 23 punti percentuali negli ultimi quindici giorni. Strana davvero questa società: ha votato contro l'austerità ma in favore dell'euro, ha votato a sinistra ma ha prosciugato i suoi conti in banca, ha chiesto il rinnovamento ma si ritrova con le vecchie alchimie e i privilegi della politica.