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ITALIA-RUSSIA/ Sapelli: Renzi da Putin come La Pira da Ho Chi Minh

Vladimir Putin (Infophoto) Vladimir Putin (Infophoto)

Spero che Renzi abbia rassicurato Putin sul fatto che cercheremo di farla finita con l’odio ideologico della Commissione Ue contro il colosso russo Gazprom. La politica europea verso la Russia è ingiusta e punitiva. Bisogna fare uscire Mosca dall’isolamento in cui è stata cacciata dalle politiche delle amministrazioni Usa successive a Bush padre. Quest’ultimo aveva fatto un patto con Eltsin che la Nato non sarebbe avanzata nell’Est Europa, mentre ora l’Alleanza Atlantica arriva fino ai confini con la Russia.

 

Come si colloca l’Italia di Renzi tra Russia e Stati Uniti?

Renzi è fedele all’alleanza atlantica e al rapporto privilegiato con gli Stati Uniti. Ha però l’intelligenza di capire che gli Usa attraversano una gravissima crisi di orientamento strategico, soprattutto perché hanno abbandonato i principi della Pace di Westfalia per abbracciare la follia dell’intervento umanitario.

 

Quale ruolo può giocare il nostro Paese su questo scacchiere?

Il premier italiano è consapevole di ciò che rimane della nostra grande tradizione diplomatica. L’Italia ha una sua tradizione che è di fedeltà agli Stati Uniti ma nella sua autonomia. Non dimentichiamoci che nei tempi del patto atlantico, Giorgio La Pira si recò in Vietnam per parlare con Ho Chi Minh.

 

E’ questa la tradizione di Renzi?

Renzi prosegue una politica estera che è stata interpretata nel modo più alto dalla Dc, nonché dallo stesso Craxi. Sappiamo bene quali difficoltà Craxi e Andreotti abbiano avuto con il presidente Reagan rispetto alla Libia di Gheddafi.

 

Che cos’altro l’ha colpita di questa visita?

Mi ha molto colpito anche il fatto che Renzi abbia scelto di deporre sei rose sulla tomba di Boris Nemcov. Quella di Renzi ha Mosca mi è sembrata una visita piena di intelligenza, e spero che arriveranno i risultati.

 

(Pietro Vernizzi)

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