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ELEZIONI USA/ Luttwak: la Clinton presidente? Ecco perché gli americani non la vogliono

Hillary Clinton (Infophoto) Hillary Clinton (Infophoto)

I Clinton sono bravi a governare, lo fanno bene, ma sono bugiardi. Molti non la voteranno per questo, ha una opposizione molto dura nel Partito democratico.

 

Mettiamo che invece vinca. Come opererà la Clinton, in discontinuità o continuità con la politica di Obama?

Non ci sarà continuità con Obama chiunque vinca. Le elezioni per il Congresso hanno fatto vedere che il popolo americano si oppone all'intera linea di Obama sia in politica estera che interna. C'è opposizione contro tutte le politiche di Obama. Chiunque vinca, repubblicano o democratico, ci sarà forte discontinuità. Hillary Clinton poi rispetto a Obama è molto più a destra.

 

Che cosa resta dello slogan "We can change", otto anni dopo?

Resta una politica estera debole e inefficace e una politica interna che non ha risolto le grandi problematiche, ma le ha complicate, vedi la legge sanitaria, l'Obamacare. La vittoria repubblicana al Congresso è il rifiuto dell'Obamacare, gli americani non vogliono diventare dei socialdemocratici europei, non vogliono l'istituto del welfare, non vogliono questa interpretazione della vita in stile europeo. Non vogliono pagare le tasse per sostenere un grosso welfare state. 

 

A proposito dei repubblicani, che ne pensa della candidatura di Rand Paul?

Ha molto modificato le sue posizioni e adesso offre una versione dello spirito americano classico antistatalista e antifederalista. E' molto popolare e può vincere. Non è un populista ha una visione molto pratica, ridurre cioè il potere dello stato e di tutte le entità pubbliche e anche la riduzione del potere federale. Per lui ad agire devono essere i privati, non lo stato, e sa prendere posizioni responsabili. La sua candidatura può avere molto sostegno, ma il suo handicap è che non è parte dell'establishment, non ha una grande squadra elettorale e inoltre è una debolezza non essere un governatore.

 

Con un nuovo inquilino alla Casa Bianca, che cosa succederà alla questione dei diritti gay?

Non si tornerà ovviamente indietro, ma non si andrà neppure più avanti di così. Non si continuerà sulla strada di Obama, ad esempio la sua ultima folle idea di vietare alle organizzazioni religiose di "convertire" gay o transgender, cioè avere colloqui e terapie per far loro cambiare approccio, come ha promesso in questi giorni. La sua è una evidente interferenza di potere nelle libertà che nessuno accetterà mai.


(Paolo Vites) 

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