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TURCHIA vs PAPA/ Kuciukian: il genocidio è una verità storica, ora "tocca" a Obama

Recep Tayyp Erdogan (Infophoto) Recep Tayyp Erdogan (Infophoto)

Ha seguito pochissimi dei protocolli richiesti. Lo scopo vero era riuscire a estromettere l'ingerenza dei militari nel governo usando come scusa l'entrata in Europa. Un'operazione che a Erdogan è riuscita. 

 

Che significato hanno queste parole nella Turchia di un uomo come Erdogan che sogna il ritorno all'impero ottomano e si mostra così ambiguo verso il fondamentalismo islamico?

La Turchia di oggi vorrebbe rifondare l'impero ottomano che però, ricordiamolo, proprio per il fatto di dover governare tanti territori e tante popolazioni, per certi aspetti era molto tollerante, anche verso gli armeni. Personalmente Erdogan mi dà molte più speranze dei suoi predecessori.

 

Perché la Turchia si ostina nella negazione del genocidio?

Il genocidio degli armeni ebbe molte ragioni, anche la semplice rapina, e fu dettato da un governo che voleva ricostituire uno stato che andasse dal Bosforo alla Cina completamente turchizzato con l'eliminazione di ogni soggetto di popolo che non fosse compatibile con questo disegno. Il genocidio ha anche voluto dire la turchizzazione forzata di tutti gli orfani armeni. La negazione fu la conseguenza del fatto che le persone che avevano attuato il genocidio entrarono nel nuovo governo della Turchia repubblicana. Non potevano ammettere quello che loro stessi avevano fatto. Tra i carnefici quattro sono diventati ministri e uno anche presidente della repubblica. 

 

Dunque le parole del papa aprono speranze nuove?

Aprono grandi speranze, adesso aspettiamo lo faccia anche Obama. L'Italia e altre quaranta nazioni hanno già riconosciuto il genocidio, speriamo che finalmente lo faccia anche la Turchia. Potrebbe farlo benissimo, quelli che hanno compiuto il genocidio non sono i turchi di oggi. Le nostre speranze sono grandi e ben fondate. 

 

(Paolo Vites) 

 

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