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ELEZIONI USA/ Hillary Clinton, con gli americani non c'è feeling. Ecco perché

Pubblicazione:martedì 14 aprile 2015 - Ultimo aggiornamento:venerdì 14 agosto 2015, 1.19

Hillary Clinton con Barack Obama (Infophoto) Hillary Clinton con Barack Obama (Infophoto)

NEW YORK — Hillary ci riprova. Ci aveva creduto otto anni fa, ce l'aveva messa tutta, ma l'America democratica le aveva preferito Obama. Adesso che Obama non c'è più — ci sarà ancora per un annetto e mezzo, ma politicamente è defunto con le elezioni di midterm — rispunta la Signora Clinton. 

Negli Stati Uniti si è aperta la stagione delle candidature, ma mentre sul fronte repubblicano sembrano già esserci più pretendenti che elettori, i democratici appaiono più guardinghi. Tranne la suddetta Hillary Rodham Clinton, che ieri ha messo fine alle speculazioni con un breve video in cui, tra volti e speranze di quel che una volta si chiamava middle class ed oggi everyday Americans, ci ha detto "I'm getting ready to do something too: I'm running for President" — anch'io sto preparandomi a qualcosa: mi candido alla Presidenza". 

Di molteplici tentativi nella storia delle presidenziali americane ce ne sono stati parecchi, su entrambe i fronti. Certi andati a buon fine, altri non proprio. Si va dal doppio ko di Charles Pinckney nel lontano 1804 a quello del repubblicano Thomas Dewey nel dopoguerra, a quello di Adlai Stevenson battuto due volte da Eisenhower il cui vice, Richard Nixon, arrivò anche lui alla presidenza al secondo tentativo. Insomma, come sempre in politica sembra proprio che si debba stare "in bollore" per un tot prima di essere pronti al grande salto. E' che Hillary la volta scorsa non è caduta di fronte al Paese, è caduta di fronte al proprio partito, soccombendo alla "speranza Obama". Ce la farà questa volta a emergere dall'interminabile teoria delle primarie e strappare la candidatura? Siamo pronti dopo il primo presidente African American alla prima candidata-e-forse-presidente donna?

Hillary non ispira simpatia. Lasciamo stare le persone ossessionate dai diritti delle donne che riporterebbero in vita anche Golda Meir e la Thatcher pur di averne una a comandare. Ma se guardiamo gli everyday Americans non mi sembra facile rintracciare punti reali di contatto, di sintonia e familiarità con Mrs. Clinton. 

Non c'è feeling. E feeling e familiarità nelle elezioni americane sono tanto importanti quanto i soldi da spenderci per far sapere a tutti che… ci sono le elezioni, che tu esisti e vuoi pure diventare presidente. Gli americani vorrebbero poter far accarezzare figli e nipoti dal presidente come in Italia si fa (meno di una volta, ma ancora si fa) col Papa. Nessuno se la vede questa scena con Hillary. Ma forse anche questo è un segno dei tempi, di una politica che rinuncia al suo "volto umano" scegliendo di diventare esclusivamente "schieramento". 


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COMMENTI
14/04/2015 - Troppe palle di vetro? (Carlo Cerofolini)

Chi sa non predice e chi predice non sa (Lao Tse). Troppe palle di vetro?

 
14/04/2015 - Notradamus (Moeller Martin)

Secondo le profezie di Notradamus ad un presidente nero segue un presidente donna e poi il colasso. Sembrava assurdo soltanto 15 anni fà, ma oggi tutto punta in quela direzione.