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ERDOGAN vs PAPA/ Il "sultano" minaccia Francesco, ma i musulmani lo ignorano…

Recep Tayyip Erdogna (Infophoto) Recep Tayyip Erdogna (Infophoto)

E l’Onu che fa? Dice che quello armeno non fu un genocidio ma un crimine atroce: allora cos’è genocidio per gli strateghi dei diritti umani del Palazzo di Vetro? Non certo quello in Algeria negli anni ’90, dove persero la vita per mano del terrorismo della Jamaa Islamiya quasi quattrocentomila persone, o quello degli yazidi che rischiano lo sterminio totale per mano degli jihadisti di Isis, o quello che stanno subendo i cristiani nel mondo che vengono spazzati via a forza di esecuzioni di massa e fosse comuni e per i quali non esisteranno mai cifre certe a cui aggrapparsi. Potrei andare avanti citando mille altri esempi e spiegare quanto sia ormai politica ogni considerazione che viene dall’Onu, ridotto a mero notaio delle iniziative belliche di alcune grandi potenze.

Tutti hanno paura della Turchia, delle sue reazioni. Tutti, dall’Italia agli Stati Uniti dove il presidente Obama parla di massacro e non di genocidio degli armeni, hanno voltato lo sguardo dall’altra parte, hanno scelto di non dire e di non esprimersi a sostegno delle parole del Papa, che certo non necessita di altri per difendersi e lo ha dimostrato molto chiaramente. Lo ripeto ancora una volta, perché in questo caso vale il gioco della chiarezza: se l’Europa vuole al suo interno la Turchia di Erdogan, siamo noi a non voler stare più in quella Europa.

Se ragioni economiche e politiche possono permettere che una nazione e un governo tenacemente negazionisti di fronte ad un genocidio compiuto e storicamente documentato entrino a far parte dell’Unione, allora coloro che voteranno sì all’ingresso turco si preparino a dichiararsi implicitamente corresponsabili di quel genocidio, che con il loro voto scomparirà definitivamente dai libri di storia e dalle coscienze di chi verrà dopo di noi.

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